Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il Progetto di legge 158 sulla gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali. Il provvedimento introduce gli Ambiti per la gestione forestale sostenibile, una forma di coordinamento tra proprietari pubblici e privati pensata per superare la frammentazione dei terreni boschivi. Nelle aree montane gli ambiti potranno avere una superficie minima di mille ettari e affidare la cura dei fondi a un unico soggetto.
Il voto è arrivato a poco più di un mese dallo spegnimento dell’incendio del Moregallo. Durante la cerimonia organizzata il 19 settembre a Valmadrera per ringraziare chi aveva partecipato alle operazioni, il consigliere regionale Giacomo Zamperini, presidente della Commissione speciale Montagna, aveva anticipato l’approvazione del testo. Il rogo aveva interessato 253 ettari, richiedendo 41 missioni aeree e quattordici giorni di interventi.
Come funzioneranno gli ambiti
Gli Ambiti per la gestione forestale sostenibile nascono dal problema della polverizzazione della proprietà. Secondo il provvedimento, molti appezzamenti hanno una superficie inferiore ai 5mila metri quadrati, dimensione che rende complessa una gestione autonoma e può ostacolare la coltivazione del fondo. La Giunta regionale, insieme agli enti locali e agli operatori del settore, individuerà gli ambiti. I proprietari saranno riuniti in un’assemblea e potranno affidare le attività a un soggetto unitario.
La proprietà resterà privata: a essere coordinata sarà soltanto la gestione. Per l’avvio degli ambiti la Regione potrà coprire le spese organizzative per un massimo di cinque anni e concedere contributi quando i costi supereranno le entrate. Il testo prevede inoltre i pagamenti per i servizi ecosistemici, cioè il riconoscimento economico dei benefici prodotti dai boschi, dall’assorbimento del carbonio alla tutela delle acque, dalla riduzione del dissesto alla fruizione turistica.
Terreni abbandonati e risorse
La normativa disciplina anche i cosiddetti terreni silenti, lasciati senza gestione da proprietari irreperibili o inattivi. L’autorità forestale potrà prenderli in carico oppure assegnarli attraverso procedure di evidenza pubblica, ma l’intervento resterà limitato alla messa in sicurezza. È prevista la restituzione automatica al legittimo proprietario nel caso in cui torni a farsi avanti.
Il provvedimento sostituisce i piani pluriennali con un programma annuale di gestione forestale e stabilisce regole per il taglio della legna destinata all’autoconsumo familiare, fino a 100 quintali all’anno per nucleo. Negli ambiti sarà garantito il transito dei mezzi motorizzati delle imprese agricole e boschive impegnate nei lavori. Il testo interviene anche sulle cauzioni e sui contributi richiesti dai Comuni per la manutenzione, che dovranno essere proporzionati agli interventi.
La legge punta infine a rafforzare la filiera bosco-legno-energia, favorendo l’impiego di legname locale nell’edilizia e nell’artigianato e la produzione di energia termica ed elettrica da biomassa a filiera corta, nel rispetto della qualità dell’aria. Per il 2027 e il 2028 sono previsti 600mila euro l’anno, per un totale di 1,2 milioni, destinati alla perimetrazione degli ambiti, al sostegno dei gestori e ai pagamenti ecosistemici.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi ha ricordato che i boschi coprono il 26% del territorio lombardo, pari a circa 618mila ettari, e assorbono ogni anno circa 3,4 milioni di tonnellate di CO₂. Un ordine del giorno della Lega impegna inoltre la Giunta a cercare ulteriori risorse statali, europee e di altri soggetti pubblici o privati. Gli ambiti dovranno ora essere individuati dalla Giunta, mentre sul Moregallo la relazione tecnica indica come prossimo intervento il taglio e la rimozione delle piante schiantate o compromesse.