Duecentocinquantatré ettari di versante percorsi dalle fiamme, 41 missioni aeree per 103 ore e un minuto di volo, oltre a quattordici giorni di lavoro quasi ininterrotto. Sono i numeri dell’incendio che ha interessato il Moregallo, tra Valmadrera e Mandello del Lario, e che sono stati ripercorsi durante una cerimonia organizzata a Valmadrera dai due Comuni insieme alla Comunità montana Lario orientale Valle San Martino.
All’incontro hanno partecipato volontari dell’antincendio boschivo, vigili del fuoco, carabinieri, polizia locale, protezione civile e gli altri operatori impegnati nelle attività di spegnimento. Il dato relativo alla superficie bruciata è stato fornito dal Nucleo carabinieri forestale di Lecco. L’appuntamento è stato dedicato al lavoro delle squadre e al ringraziamento per l’impegno profuso durante l’emergenza.
La cronologia dell’emergenza
Le slide curate da Renato Corti, responsabile dell’antincendio boschivo della Comunità montana, e da Greta Valnegri, referente operativa dell’ente, hanno ricostruito le fasi dell’intervento. Tutto è cominciato il 4 agosto alle 17.40, con la segnalazione di fumo in località Moregallo arrivata al 115. Poco dopo è stata confermata la presenza di un rogo boschivo in una zona impervia, con la necessità di impiegare mezzi aerei.
Il primo Canadair è entrato in azione alle 20.17, mentre alle 22 è stata inoltrata la richiesta di ulteriori mezzi dello Stato. Il vento ha riattivato alcuni focolai nella serata del 5 agosto, portando i sindaci a coordinare le procedure di evacuazione, poi sfiorate a Mandello. Il giorno successivo il fumo ha raggiunto Valmadrera ed è stato disposto il divieto di navigazione. Il 7 agosto sono stati chiusi i sentieri di Preguda e i droni dei vigili del fuoco hanno mappato i fronti durante la notte. Dopo una settimana di riprese sul versante valmadrerese, la pioggia ha contribuito a interrompere l’emergenza. L’incendio è stato dichiarato ufficialmente spento alle 17 del 18 agosto.
Prevenzione e indagine ancora aperta
Nel corso della cerimonia, il sindaco di Valmadrera Cesare Colombo ha ricordato la mobilitazione della comunità attorno alla base operativa del parco Leopardi. Il sindaco di Mandello del Lario e vicepresidente della Comunità montana, Riccardo Fasoli, ha sottolineato il ruolo dei volontari e il valore del lavoro coordinato tra gli enti. Il presidente della Comunità montana Antonio Rusconi ha invece richiamato la paura provata durante le prime ore, quando le fiamme si sono fermate a 15 metri dalla chiesa di Preguda.
Renato Corti ha spiegato che la vegetazione, già provata dalla siccità, aveva costituito un combustibile particolarmente favorevole alla propagazione del fuoco. Durante l’incontro è stata ribadita la necessità di rafforzare la prevenzione e di sensibilizzare scuole e cittadini, anche alla luce dei cambiamenti climatici. Stefano Casartelli, direttore delle operazioni di spegnimento, ha ricordato che sul Lario i grandi incendi boschivi si erano verificati soprattutto in inverno.
Gli interventi istituzionali hanno riguardato anche la gestione forestale e le risorse per i mezzi di emergenza. Giacomo Zamperini ha annunciato l’approvazione di una legge sulla gestione forestale sostenibile e sulla valorizzazione del bosco-legno energia, mentre Gian Mario Fragomeli ha chiesto maggiori finanziamenti regionali. Sull’origine del rogo, ricondotta nei primi accertamenti a un falò sfuggito al controllo, i carabinieri hanno confermato che l’indagine è ancora in corso. Il prossimo appuntamento sarà la messa prevista il 3 ottobre al Sasso di Preguda, vicino al punto in cui le fiamme si sono arrestate.