Per molti fumatori lombardi smettere resta un obiettivo difficile da raggiungere in modo stabile. Secondo i dati regionali dell’indagine Gli italiani e quella ultima sigaretta, il 67% ha già tentato di interrompere il consumo senza riuscirci definitivamente e oltre otto persone su dieci considerano il percorso difficile o molto difficile. In questo contesto il progetto Ultima Sigaretta punta a rafforzare la rete delle Farmacie Antifumo, con una presenza anche in provincia di Lecco.
Le farmacie aderenti nel Lecchese
Sulla mappa del portale dedicato risultano attualmente cinque strutture nella provincia: Farmacia San Nicolò, in via Giuseppe Parini 29 a Lecco; Farmacia Provasi, in via Roma 75 a Lecco; Farmacia Motta, in via Roma 126 a Lierna; Spazio Conad, in via Bergamo 19 a Merate; Lafarmacia.Consonni, in via V. Besozzi 1 a Monticello Brianza.
La rete, secondo i promotori, comprende complessivamente oltre 250 farmacie. I professionisti aderenti hanno seguito corsi specifici della National School of Medical Tobaccology e possono offrire un primo orientamento, consigliare la terapia sostitutiva della nicotina secondo le indicazioni previste e indirizzare, quando necessario, al medico di assistenza primaria o ai Centri antifumo. Il percorso prevede quindi il collegamento tra farmacia, medicina territoriale e servizi specialistici.
Una dipendenza difficile da interrompere
L’indagine è stata realizzata da Astra Ricerche con il contributo di Kenvue Italia su 1.005 fumatori di sigarette tradizionali tra i 25 e i 65 anni, dei quali 182 residenti in Lombardia. Gli stessi promotori precisano che il campione regionale è limitato e che i risultati indicano soprattutto tendenze. In Lombardia l’80,2% degli intervistati fuma da almeno dieci anni, mentre il 47,3% supera le dieci sigarette al giorno e il 24,7% ne consuma almeno sedici.
Negli ultimi tre anni il 22,5% ha ridotto il consumo, il 47,8% lo ha mantenuto pressoché invariato e il 29,7% lo ha aumentato. Solo il 17% indica oggi l’interruzione come una priorità. Tra gli ostacoli più citati da chi non intende smettere figurano il piacere associato alla sigaretta, indicato dal 64,4%, lo stress, collegato al fumo dal 35,7%, e la presenza di molti fumatori nell’ambiente abituale, segnalata dal 46,2%.
Il 77,1% dei fumatori lombardi affronta il tentativo senza un aiuto professionale o ricorrendo soltanto a libri e altri strumenti, mentre il 20,5% si rivolge a un medico, a uno specialista o a un farmacista. Il 47,3% vorrebbe ricevere consigli sui prodotti più adatti e il 28,6% chiede un accompagnamento strutturato. Per la Società italiana di tabaccologia, il potenziamento delle competenze sul territorio può contribuire a intercettare una domanda che i servizi specialistici non riescono sempre a soddisfare.
L’Istituto superiore di sanità considera il fumo uno dei principali fattori di rischio evitabili per malattie cardiovascolari, oncologiche e respiratorie. Il tabagismo può inoltre aggravare asma e allergie respiratorie, con conseguenze anche per chi è esposto al fumo passivo, in particolare bambini e adolescenti. Sul portale del progetto sono disponibili la mappa delle strutture aderenti, informazioni sul percorso e il test di Fagerström, utilizzato per valutare il livello di dipendenza dalla nicotina.