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Popolazione in lieve ripresa, ma il bilancio decennale resta negativo

Al primo gennaio 2026 censite 47.326 persone: dal minimo del 2022 ne sono tornate 495.

Popolazione in lieve ripresa, ma il bilancio decennale resta negativo

Lecco conta 47.326 residenti al 1° gennaio 2026, secondo i dati ufficiali elaborati dall’Istat. La popolazione è composta da 22.798 uomini e 24.528 donne. Rispetto alla rilevazione del 1° gennaio 2025, quando gli abitanti erano 47.233, si registra un incremento di 93 persone.

Il dato dell’ultimo anno conferma una lenta ripresa dopo il minimo raggiunto nel 2022, ma non modifica ancora il quadro complessivo dell’ultimo decennio. Al 1° gennaio 2016 i residenti erano infatti 47.880: in dieci anni la città ha quindi perso 554 abitanti, pari a circa l’1,2% della popolazione.

Il punto più alto nel 2019

La serie storica mostra una crescita fino alla fine degli anni Dieci. Il valore massimo è stato registrato al 1° gennaio 2019, con 48.265 residenti. Nel 2020 il totale è sceso a 48.058 persone e la diminuzione è proseguita negli anni successivi, fino a raggiungere il livello più basso del periodo considerato.

Il minimo è stato rilevato al 1° gennaio 2022, con 46.831 abitanti. Da allora il numero dei residenti ha ripreso gradualmente a salire: 47.008 nel 2023, 47.125 nel 2024, 47.233 nel 2025 e 47.326 nel 2026. In quattro anni, rispetto al punto più basso, il recupero è stato di 495 persone.

La differenza tra uomini e donne

Un elemento costante nei dati è la prevalenza della popolazione femminile. Al 1° gennaio 2026 le donne sono 24.528, mentre gli uomini sono 22.798: una differenza di 1.730 residenti a favore della componente femminile.

Il divario era ancora più ampio dieci anni prima. Nel 2016 le donne erano 25.086 e gli uomini 22.794, con una differenza di 2.292 persone. Nel corso del periodo analizzato, dunque, la distanza tra i due gruppi si è ridotta di 562 residenti, pur rimanendo evidente.

L’aumento di 93 abitanti nell’ultima rilevazione rappresenta un segnale positivo, ma la popolazione non ha ancora recuperato i livelli raggiunti nel 2018, nel 2019 e nel 2020. I prossimi aggiornamenti consentiranno di verificare se l’incremento registrato costituisca l’avvio di un’inversione di tendenza oppure una fase di stabilizzazione.

I numeri utilizzati provengono dall’elaborazione dei dati Istat sulla popolazione residente al 1° gennaio di ciascun anno. Il confronto comprende il periodo dal 2016 al 2026 e mette in evidenza sia la perdita complessiva registrata nell’arco di dieci anni sia la graduale crescita iniziata dopo il minimo del 2022.