Acque sicure

Quattro aree del Lario restano vietate alla balneazione

Ats Brianza conferma 25 località idonee e segnala i rischi legati a cianobatteri e cercarie.

Quattro aree del Lario restano vietate alla balneazione

Il quadro della balneabilità sul ramo lecchese del Lago di Como e sui bacini minori della provincia resta stabile. Ats Brianza ha diffuso venerdì 28 agosto 2026 gli esiti degli ultimi campionamenti: sono 25 le aree considerate idonee su 29 complessive. Le restanti quattro non possono essere utilizzate per la balneazione, anche se per una di queste il divieto non dipende dalla qualità dell’acqua.

Il dato conferma quello emerso dai controlli effettuati all’inizio di agosto e, più in generale, dai bollettini pubblicati dalla fine di luglio. L’agenzia sanitaria invita comunque a tenere conto di eventuali situazioni sopravvenute, poiché le condizioni possono cambiare rapidamente in base al meteo e alla presenza di cianobatteri.

Le località idonee

Il via libera riguarda numerose mete frequentate del Lario e dei laghi brianzoli. Nel dettaglio, risultano balneabili: Campeggio e Lido Lariano ad Abbadia Lariana; la località Ona ad Annone di Brianza; il Lido di Puncia e la Spiaggia di Oro a Bellano; la Darsena Brera a Bosisio Parini; il Lido di Colico e il Laghetto di Piona a Colico; il Campeggio Europa a Dervio; Riva del Cantone e Rivetta a Dorio.

Per il comune di Lecco l’elenco comprende Pradello, Canottieri e Rivabella. Sono inoltre idonee Riva Bianca a Lierna, la Spiaggetta di Malgrate, Olcio, Camping Mandello, Lido di Mandello e Camping Nautilus a Mandello del Lario, Sabina a Oggiono, la spiaggia di Onno, Vassena e la frazione di Limonta a Oliveto Lario, oltre a Riva Gittana a Perledo. La località Ona di Annone, non idonea all’inizio della stagione, è rientrata da mesi tra quelle autorizzate.

I divieti per l’intera stagione

Tre aree sono state classificate come non balneabili per tutta la stagione 2026 sulla base della qualità delle acque indicata nel Portale Acque del ministero della Salute. Si tratta della zona interessata dal torrente Inganna a Colico, identificata con la sigla LC 53, di La Punta a Pescate e di Punta del Corno a Rogeno. In questi casi il giudizio riguarda l’intera stagione e non può essere modificato da un singolo campionamento favorevole.

Il quarto divieto riguarda la Malpensata di Lecco. Qui la sospensione è temporanea e motivata dalla mancata accessibilità in sicurezza della spiaggia e della linea di costa antistante lo specchio d’acqua. Il provvedimento prosegue da inizio stagione e viene confermato anche nell’ultimo aggiornamento.

Le indicazioni sanitarie

Ats Brianza ricorda che, in presenza di acque torbide, schiume, mucillagini o colorazioni anomale, è sconsigliato immergersi. La fioritura dei cianobatteri, comunemente indicati come alghe, è molto variabile e può provocare irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie, oltre a disturbi gastrointestinali. Per ridurre i rischi è consigliato non ingerire acqua, fare la doccia dopo il bagno, asciugare con cura il corpo e sostituire il costume bagnato.

L’agenzia segnala anche la possibile comparsa della dermatite del bagnante, collegata occasionalmente alle cercarie. Si tratta di larve di parassiti che colpiscono gli uccelli acquatici e che possono provocare, soprattutto nelle acque basse vicino alla riva, prurito, bruciore e piccole pustole. I sintomi compaiono generalmente entro dodici ore e possono durare una settimana o più. Le cercarie non entrano nell’organismo umano, la dermatite non si trasmette e di norma non rappresenta un grave pericolo per la salute. I giudizi aggiornati sono disponibili sul sito di Ats Brianza e sul Portale Acque del ministero della Salute.