Welfare inclusivo

A Lecco la ministra Locatelli: «Persona e desideri al centro»

Confronto su riforma, servizi integrati e percorsi personalizzati per sostenere autonomia e partecipazione

A Lecco la ministra Locatelli: «Persona e desideri al centro»

Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, è intervenuta venerdì 6 novembre al Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, in occasione del convegno dedicato al cambiamento del welfare, alla riforma della disabilità e al Progetto di Vita. L’incontro è stato promosso da ATS Brianza insieme ad Auser Lecco e al Politecnico di Milano e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema sociosanitario, del terzo settore e famiglie.

Al centro del confronto è stato posto il Progetto di Vita, uno degli strumenti previsti dal percorso di riforma per costruire interventi personalizzati sulla base delle esigenze, delle aspirazioni e delle capacità delle persone con disabilità. La ministra ha sottolineato la necessità di superare un approccio fondato esclusivamente sull’assistenza e di riconoscere invece competenze, desideri e potenzialità individuali.

Una regia comune per i servizi

«Abbiamo bisogno di cambiare lo sguardo e non approcciarci alle persone nell’ottica dell’assistenzialismo», ha detto Locatelli, spiegando che il welfare sta attraversando una fase di trasformazione. Secondo la ministra, il cambiamento richiede una collaborazione stabile tra servizi sanitari, sociali e sociosanitari, perché i bisogni delle persone non possono essere ricondotti alla competenza di un solo ufficio o di un’unica struttura.

Nel corso dell’appuntamento è stato ricordato anche il voto unanime del Senato sulla modifica dell’articolo 38 della Costituzione, approvata due giorni prima, con l’obiettivo di eliminare il termine «minorati» e introdurre il riferimento al diritto di tutti alla piena partecipazione alla vita sociale e politica. Per Locatelli, il passaggio rappresenta un segnale del cambiamento culturale in corso sul tema dei diritti delle persone con disabilità.

La necessità di un impegno condiviso è stata richiamata da Paolo Ponta, prefetto di Lecco, che ha invitato a non considerare le persone con disabilità come una categoria omogenea. Ogni individuo, ha osservato, deve poter sviluppare un proprio progetto di vita ed essere accompagnato nella costruzione del futuro. Il sindaco Filippo Boscagli ha invece evidenziato l’importanza del dialogo tra amministrazioni, associazioni ed enti territoriali, definendolo una condizione necessaria per affrontare le sfide sociali del territorio.

Integrazione, longevità e tecnologia

Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza ha descritto la riforma e le politiche regionali come due leve del cambiamento, sottolineando la collaborazione tra istituzioni, terzo settore, associazioni e imprese. Paola Palmieri, direttrice generale di ATS Brianza, ha posto l’accento sulla necessità di integrare maggiormente gli ambiti sanitario, sociosanitario e sociale, valorizzando le reti già costruite nel Lecchese e in Brianza.

Sul rapporto tra welfare e longevità si è soffermato Gianluca Peschi, direttore sociosanitario di ASST Lecco. L’invecchiamento, ha spiegato, non deve essere considerato soltanto come l’origine di malattie croniche, ma anche in relazione alla perdita di abilità nella vita quotidiana. Per affrontare questi bisogni serve una regia comune, capace di leggere in modo unitario la situazione della persona e coordinare gli interventi.

Il Progetto di Vita, ha ribadito Locatelli, deve comprendere anche la libertà di scelta e il diritto a coltivare interessi e passioni, oltre agli interventi di cura e assistenza. Nel confronto è emerso inoltre il ruolo dell’innovazione tecnologica. Il prorettore del Polo territoriale di Lecco, Marco Tarabini, ha parlato di tecnologie pensate per sostenere l’invecchiamento attivo e l’autonomia, senza sostituire l’aiuto umano.

La ministra ha infine richiamato il G7 Inclusione e Disabilità e la Carta di Solfagnano, articolata in otto priorità tra cui autonomia, vita indipendente e protezione delle persone con disabilità durante conflitti, crisi climatiche ed emergenze umanitarie. Il convegno ha previsto anche gli interventi di rappresentanti della Regione Lombardia, di Auser, del volontariato e delle reti territoriali, con attenzione al sostegno ai caregiver. Il messaggio condiviso dai partecipanti è che un welfare più inclusivo richiede responsabilità comune e collaborazione stabile tra tutti i soggetti coinvolti.