Lecco Antisionista ha annunciato la propria partecipazione alla mobilitazione in programma venerdì 30 ottobre a Lecco, con ritrovo alle 9 in piazza Diaz. L’iniziativa si svolgerà in concomitanza con lo sciopero generale nazionale e si inserisce, secondo il gruppo, nella protesta contro il traffico di armi, la militarizzazione dei porti e le politiche di riarmo.
Nel documento diffuso in vista dell’appuntamento, il collettivo richiama la mobilitazione dei portuali di 45 porti di sette Paesi del Mediterraneo, che avrebbero scelto di fermarsi contro il transito di armamenti e la trasformazione degli scali in infrastrutture al servizio delle attività militari. Lecco Antisionista sostiene di voler aderire alla protesta insieme ai lavoratori coinvolti, collegando la manifestazione locale a una più ampia stagione di iniziative in diversi Paesi europei.
Le ragioni della protesta
Secondo il gruppo, in Europa e oltre milioni di persone stanno contestando il sistema politico ed economico ritenuto responsabile di guerre, genocidi, miseria e corruzione. Nel testo vengono citate mobilitazioni svolte o annunciate in Francia, Italia, Spagna, Albania e Serbia, indicate come parte di un nuovo ciclo di lotte sociali. L’obiettivo dichiarato è rilanciare anche sul territorio lecchese una partecipazione popolare capace di modificare i rapporti di forza tra le classi sociali.
Lecco Antisionista invita inoltre a contrastare quelli che definisce i piani dei gruppi di potere, accusati di comprimere libertà, sicurezza e benessere sociale. Il collettivo chiede la fine degli accordi militari ed economici legati alla guerra e manifesta la propria opposizione agli investimenti europei destinati al riarmo.
Le richieste al Governo
Tra le richieste espresse figurano lo stop all’invio di armi a Israele e la riduzione delle spese militari, considerate risorse che potrebbero essere destinate alla sanità, all’istruzione e alle politiche abitative. Il gruppo invita quindi a scendere in strada a sostegno della collettività e contro quella che definisce una deriva repressiva dello Stato.
La manifestazione di piazza Diaz rappresenterà dunque il momento locale della mobilitazione collegata allo sciopero generale. L’adesione è stata comunicata direttamente da Lecco Antisionista, che ha presentato l’appuntamento come un’occasione per costruire una resistenza popolare dal basso e contestare le scelte italiane ed europee in materia di guerra, armamenti e finanziamento delle politiche militari.