Quasi 6mila persone nella provincia di Lecco sono state accompagnate nell’accesso ai servizi pubblici diventati esclusivamente digitali. Il percorso si è svolto nell’arco di un anno attraverso il Progetto territoriale per la facilitazione digitale, sostenuto con 287mila euro del PNRR, transitati dalla Regione Lombardia e gestiti sul territorio dalla Provincia.
A supportare gli utenti sono stati 46 facilitatori, selezionati e formati dal Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, il CPIA Fabrizio De André di Lecco. Il loro compito è stato aiutare le persone a diventare autonome nell’utilizzo degli strumenti necessari per accedere a prestazioni e procedure online, rivolgendosi in particolare a cittadini anziani, stranieri e persone in condizioni di fragilità.
Sportelli per i servizi pubblici
Gli sportelli hanno consentito di affrontare pratiche come l’ottenimento dello Spid e della Carta d’identità elettronica, oltre alla consultazione del Fascicolo sanitario regionale. Tra le attività più richieste anche l’iscrizione scolastica dei figli e l’accesso al registro elettronico. Agli utenti stranieri sono state fornite spiegazioni in arabo, francese e inglese, mentre i facilitatori hanno affiancato gli utenti anche nell’utilizzo dei portali dedicati alla ricerca del lavoro.
Il resoconto dell’iniziativa è stato presentato nella sede della Provincia di Lecco dal consigliere provinciale delegato a Istruzione, Formazione e Centro per l’impiego, Antonio Pasquini. Il progetto ha previsto una rete di punti di erogazione gratuita, con il coinvolgimento di Comuni, Provincia, Ufficio scolastico provinciale, Centri per l’impiego e Ambiti sociali di Lecco, Merate e Valsassina.
Il futuro del progetto
Nel coordinamento dell’attività è stato centrale il ruolo del CPIA, guidato dal dirigente scolastico Renato Cazzaniga. Sono state utilizzate anche le sedi dei Centri per l’impiego e del servizio Collocamento mirato della Provincia, a Lecco e Merate. I rappresentanti dei Comuni coinvolti hanno sottolineato l’utilità del servizio e il contributo dei facilitatori nel rendere più accessibili le procedure.
Tra gli effetti emersi durante il percorso è stata indicata una maggiore vicinanza tra gli utenti e le amministrazioni comunali, percepite soprattutto dagli anziani come un punto di riferimento. Ora, per proseguire, i Comuni dovranno utilizzare risorse proprie. Questo potrebbe impedire la conferma di una parte dei facilitatori esterni impiegati nell’ultimo anno, ma gli enti hanno manifestato la volontà di continuare l’esperienza.
La formazione proseguirà inoltre attraverso corsi sulla sicurezza digitale, sulla prevenzione del cyberbullismo e sull’integrazione dei cittadini immigrati. Le attività saranno disponibili tramite il portale MOOC per docenti Leonardo visionario e quello rivolto ai cittadini, Piazza bella piazza, come spiegato da Alessandra Battioni, insegnante del CPIA.