Innovazione sociale

Tre cantieri per il welfare digitale a Lecco

Dati condivisi, mobilità tra enti e tutela degli operatori al centro del workshop di Girasole 5.0

Tre cantieri per il welfare digitale a Lecco

Tre cantieri di lavoro per rendere più efficace e accessibile il welfare territoriale sono stati avviati a Lecco nell’ambito del progetto Girasole 5.0. Dati sociali da riutilizzare, trasporto coordinato tra Comuni ed enti del Terzo settore e benessere degli operatori sono le tre aree individuate durante il workshop Abitare e abilitare, ospitato giovedì 22 ottobre all’Auditorium Officina Badoni.

All’incontro hanno partecipato circa 30 persone tra operatori, changemaker, amministratori e rappresentanti delle associazioni. L’appuntamento si è svolto a dieci giorni dall’approvazione del Piano strategico 2025-2031 di Impresa Sociale Girasole. Il progetto è promosso da Consorzio Consolida e Impresa Sociale Girasole, con il supporto di CGM, Entopan e Harmonic Innovation Group.

Il digitale al servizio dei servizi

Il percorso si ispira all’innovazione armonica, un approccio che punta a integrare tecnologia, organizzazione, società e territorio. L’obiettivo dichiarato è sperimentare strumenti digitali capaci di sostenere il lavoro degli enti senza sostituire il rapporto tra operatori e cittadini. Il sindaco di Lecco Filippo Boscagli ha sottolineato il ruolo della rete degli adulti e la necessità di rafforzare la continuità del sistema sociale lecchese, costruito nel tempo attraverso la collaborazione tra amministrazioni e privato sociale.

Il vicepresidente di Impresa Sociale Girasole, Lorenzo Guerra, ha presentato la trasformazione digitale come una scelta di indirizzo, non soltanto tecnica. La mappatura realizzata nel primo anno, attraverso oltre 800 questionari e 40 interviste, ha evidenziato una rete che utilizza molti dati per la rendicontazione, ma meno frequentemente per valutare e riprogettare gli interventi. Le tecnologie rivolte direttamente ai beneficiari, inoltre, risultano ancora poco diffuse.

Antonio Viscomi, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e di Entopan, ha indicato nelle sperimentazioni di piccole dimensioni, reversibili e verificabili, uno strumento per affrontare la complessità dell’innovazione. Davide Vighi, direttore della Comunità Sociale Cremasca, ha portato l’esperienza di Crema, dove dal 2009 è utilizzata una cartella sociale informatizzata collegata a 48 Comuni, cooperative accreditate e RSA. Il sistema consente di raccogliere i dati una sola volta e di riutilizzarli per più servizi e misure.

Le tre sperimentazioni

La seconda parte del workshop è stata dedicata a tre gruppi di lavoro. Il primo ha affrontato il passaggio dalla cartella sociale al dato utile, con l’obiettivo di migliorare analisi e decisioni. Il secondo si è concentrato sul trasporto sociale, cercando di mettere in relazione domanda e offerta tra Comuni, associazioni e volontari attraverso una piattaforma già attiva.

Il terzo tavolo ha esaminato il benessere di chi opera nei servizi, valutando strumenti per monitorare il carico di lavoro e ridurre gli adempimenti burocratici, anche attraverso l’intelligenza artificiale. Nel confronto sono emersi alcuni principi condivisi: mantenere il giudizio professionale in capo agli operatori, non lasciare indietro cittadini e lavoratori, partire dai bisogni e scegliere anche quali processi non digitalizzare.

I percorsi proseguiranno con la comunità dei changemaker di Girasole 5.0, attraverso la progettazione, la sperimentazione e la valutazione di soluzioni concrete. Il progetto rientra nel piano formativo Digital Mindset e strategie cooperative per l’innovazione dei servizi di welfare territoriale, finanziato da Fon.Coop nell’ambito dell’Avviso 61.