Risorse lombarde

Il Lario risale dopo i temporali, ma la crisi resta

Quota lacustre a -19 centimetri; riserve idriche regionali ancora al 52% sotto media.

Il Lario risale dopo i temporali, ma la crisi resta

Il livello del Lario è tornato a salire dopo i temporali dei giorni successivi a Ferragosto. Il rilevamento effettuato a Malgrate ha registrato questa mattina una quota di -19 centimetri rispetto allo zero idrometrico, in miglioramento rispetto ai valori vicini a -30 centimetri mantenuti fino al 15 agosto. La risalita riguarda soprattutto il ramo lecchese del lago, ma non modifica il quadro generale della disponibilità d’acqua in Lombardia.

L’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, ha spiegato che il deficit complessivo delle riserve idriche lombarde resta al -52%. Il dato è analogo a quello della settimana precedente, anche se migliore del minimo raggiunto nel 2022. Per il bacino dell’Adda-lago di Como, l’aumento dei livelli è legato soprattutto agli afflussi determinati dai temporali in Valtellina.

La risalita del ramo lecchese

I dati di laghi.net indicano che il lago ha raggiunto -19,2 centimetri alle 5.30, -19 alle 8 e -17,7 alle 11.30. Anche la portata rilasciata dal Consorzio dell’Adda è aumentata, arrivando a circa 100 metri cubi al secondo: alle 8 di questa mattina era pari a 101,2 metri cubi al secondo, contro i 54 registrati il 19 e il 13 agosto.

Il principale fattore della risalita è stato l’afflusso al lago, salito a 155,8 metri cubi al secondo nelle ultime 24 ore, rispetto ai 49,6 del giorno precedente. Il miglioramento resta tuttavia parziale. A fine agosto la media storica del periodo, calcolata tra il 1946 e il 2025, si colloca intorno ai 40 centimetri sopra lo zero idrometrico: un valore ancora molto distante dalla situazione attuale. Secondo Legambiente, il 2026 è la seconda annata meno piovosa del decennio, anche se le precipitazioni temporalesche recenti hanno attenuato in parte la crisi.

La situazione degli altri bacini

Il quadro più critico riguarda il bacino del Ticino-lago Maggiore, definito da Sertori come quello in condizioni più serie. Il livello si trova a -40 centimetri, in lieve miglioramento rispetto ai -46 raggiunti pochi giorni fa. A incidere è anche l’erogazione ridotta a 60 metri cubi al secondo, vicina ai minimi storici, mentre gli afflussi da monte restano contenuti.

Un contributo arriva dagli invasi idroelettrici del Toce e dal lago di Lugano, garantito dal Canton Ticino. In ripresa, grazie alle precipitazioni in Valtellina, risultano anche i bacini di Brembo e Serio. Sono in leggera risalita pure quelli dell’Oglio-lago d’Iseo e del Chiese-lago d’Idro. Il sistema Mincio-lago di Garda, sceso fino a +51 centimetri sullo zero idrometrico, mantiene invece un’erogazione sostenuta verso l’emissario.

Gli effetti della magra si erano già manifestati nella provincia di Lecco, dove era stato sospeso il servizio del traghetto di Leonardo sull’Adda, a Imbersago. A luglio il gestore idrico locale aveva inoltre rivolto ai cittadini un appello a limitare gli sprechi. Per una ripresa più consistente, ha concluso Sertori, saranno importanti le precipitazioni previste per il 20 e il 21 agosto, oltre alle instabilità annunciate per la settimana successiva.