Scoppia un nuovo caso politico a Lecco riguardante la rimozione di uno striscione affisso sul Municipio, recante la scritta “R1pud1a” e relativo alla campagna promossa da Emergency. Questo striscione era stato esposto dall’Amministrazione Gattinoni come adesione ai principi sanciti dall’articolo 11 della Costituzione italiana, che afferma che l’Italia ripudia la guerra.
Alleanza Verdi e Sinistra ha denunciato la sparizione del vessillo da parte della nuova maggioranza di centrodestra che amministra Palazzo Bovara. Maria Grazia Caglio, delegata Diritti e Pace del partito, ha dichiarato: “La rimozione dello striscione ‘Ripudia’ dal Comune di Lecco è un segnale politico preoccupante. Non siamo a conoscenza delle ragioni e non ci risultano comunicazioni ufficiali ai volontari del gruppo locale di Emergency.”
Un messaggio di pace negato
Caglio ha sottolineato che qualora la decisione fosse definitiva, essa assumerebbe un forte valore simbolico e meriterebbe una riflessione pubblica. Ha inoltre evidenziato l’incoerenza del sindaco Filippo Boscagli, che nel suo discorso di insediamento aveva citato Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, noto per la sua diplomazia a favore della pace.
Il partito ha richiamato l’articolo 11 della Costituzione, che afferma: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” Caglio ha affermato che l’adesione alla campagna di Emergency rappresentava un messaggio di pace e rispetto del diritto internazionale, mentre la sua rimozione trasmette un segnale profondamente sbagliato, soprattutto in un momento storico caratterizzato da conflitti come quello in Ucraina e il massacro in corso nella Striscia di Gaza.
Richiesta di chiarimenti all’Amministrazione
Alleanza Verdi e Sinistra ha quindi richiesto all’Amministrazione di spiegare le ragioni di questa scelta, che appare in discontinuità con un messaggio di pace universalmente riconosciuto. “Continueremo a difendere e promuovere i valori della pace, della cooperazione tra i popoli, del disarmo e del rispetto del diritto internazionale,” ha concluso Caglio, ribadendo che l’articolo 11 non appartiene a una parte politica, ma a tutti i cittadini della Repubblica.