Ordine pubblico

Questura vieta presidio e corteo per la Palestina a Lecco

Gli organizzatori contestano il provvedimento, deciso per i rischi legati alla ricorrenza dell’attacco del 2023.

Questura vieta presidio e corteo per la Palestina a Lecco

A Lecco non si svolgeranno il presidio e il corteo per la Palestina convocati per il 7 ottobre. La Questura ha vietato entrambe le iniziative, promosse dalla sigla Lecco Antisionista, che prevedevano un appuntamento alle 18 in piazza Cermenati e il successivo attraversamento del centro cittadino.

A comunicare il provvedimento sono stati gli stessi organizzatori attraverso i social. Sul manifesto dell’iniziativa è comparsa una fascia verde con la scritta Vietato dalla Questura. La decisione è stata notificata il 5 ottobre, al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Le motivazioni del divieto

Secondo quanto riportato nel provvedimento pubblicato dagli organizzatori, la Questura ha valutato l’attuale contesto politico internazionale e il rischio che lo svolgimento di una manifestazione con corteo, destinata a interessare gran parte del centro, potesse provocare reazioni da posizioni ideologicamente contrapposte. Da qui, secondo l’autorità, l’aumento dell’indice di criticità per ordine e sicurezza pubblica.

L’iniziativa era stata preannunciata il 18 settembre. Il 1° ottobre gli organizzatori sarebbero stati convocati per valutare un cambio di data o di modalità, ma avrebbero confermato l’appuntamento del 7 ottobre. Il documento richiama l’articolo 17 della Costituzione, che tutela il diritto di riunione, e indica la possibilità di organizzare la manifestazione in una data successiva. In caso contrario, vengono prospettate violazioni penali o amministrative. Al momento, la Questura di Lecco non ha diffuso una nota ufficiale.

La replica degli organizzatori

Lecco Antisionista respinge le motivazioni del divieto e sostiene che il richiamo alla sicurezza sia stato utilizzato per limitare il diritto di espressione. Nel comunicato diffuso online, il gruppo afferma che presidio e corteo erano stati preannunciati con adeguato margine e definisce il provvedimento una pratica di carattere autoritario.

Il portavoce del Coordinamento lecchese Stop al genocidio del popolo palestinese, Corrado Conti, ha ricostruito la vicenda in un’intervista a Radio Onda d’Urto. Secondo la sua versione, la Questura avrebbe chiesto di rinunciare alla manifestazione del 7 ottobre oppure di trasferirla in un luogo chiuso. Gli attivisti avrebbero rifiutato entrambe le ipotesi e ricevuto successivamente la notifica del divieto.

La data era stata scelta in coincidenza con il terzo anniversario dell’attacco di Hamas contro Israele, avvenuto il 7 ottobre 2023 e costato la vita a circa 1.200 persone, mentre oltre 250 furono prese in ostaggio. Il fatto ha aggravato il conflitto nella Striscia di Gaza. Gli organizzatori avevano inserito nel materiale dell’iniziativa gli slogan contro il sionismo e a favore di un embargo nei confronti di Israele.

Conti ha inoltre collegato la mobilitazione alle precedenti proteste contro aziende lecchesi del settore armiero, citando Fiocchi Munizioni e Simecon. Il portavoce ha sostenuto che il provvedimento rappresenti un precedente per la libertà di critica politica. Gli attivisti hanno annunciato volantinaggi per informare del divieto e hanno fatto sapere che continueranno a organizzare presidi.

Il provvedimento a Bergamo

Un divieto analogo è stato disposto anche a Bergamo, dove il questore Vincenzo Nicolì ha vietato il presidio convocato dalla Rete Bergamo per la Palestina per le 17.30 del 7 ottobre in piazzale Matteotti. Gli organizzatori riferiscono che le motivazioni sarebbero identiche a quelle indicate a Lecco. La rete bergamasca ha annunciato una conferenza stampa per il giorno successivo, mentre a Lecco non è stata ancora fissata una nuova data.