Insetto infestante

Popillia japonica, il consiglio regionale rinvia la mozione urgente

Bocciata la richiesta di discussione urgente sulla Popillia japonica, il coleottero che danneggia le coltivazioni in Lombardia.

Il consiglio regionale della Lombardia ha rinviato a data da destinarsi la mozione urgente presentata da Gian Mario Fragomeli, consigliere del Partito Democratico, riguardante la Popillia japonica, un coleottero che attacca oltre 300 specie vegetali. Questa decisione è stata interpretata da Fragomeli come un chiaro segnale politico, evidenziando che per la Regione Lombardia la devastazione causata da questo insetto non rappresenta un problema.

Fragomeli ha dichiarato: “Per Regione Lombardia la devastazione che la Popillia japonica sta portando nelle coltivazioni non è un problema”. L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, ha confermato questa posizione, sottolineando che la maggioranza di centrodestra ha bocciato la richiesta di discutere in aula i danni provocati dal coleottero.

Un insetto che causa danni significativi

La Popillia japonica, originaria del Giappone e caratterizzata da un corpo verde metallizzato, è ormai un ospite stabile del Nord Italia. La provincia di Lecco è tra i territori lombardi ufficialmente infestati dal 2014. Questo coleottero è in grado di attaccare oltre trecento specie vegetali, tra cui vite, mais, soia, alberi da frutto e piante ornamentali, causando danni significativi alle produzioni agricole e al patrimonio arboreo urbano.

Fragomeli ha evidenziato che continuano ad arrivare segnalazioni da tutta la Lombardia, in particolare dalle aree occidentali e centrali, riguardanti una crescente presenza dell’insetto. Secondo i dati del Servizio fitosanitario regionale, nel corso del 2026 sono già stati catturati migliaia di esemplari.

Richieste alla giunta regionale

La mozione presentata da Fragomeli impegnava la giunta Fontana su otto fronti, tra cui l’intensificazione delle attività di monitoraggio e contenimento dell’insetto. Inoltre, si chiedeva di sperimentare metodologie di contrasto più efficaci e di finanziare ulteriori attività di ricerca scientifica. Fragomeli ha anche richiesto di ampliare le misure di sostegno economico e di rafforzare la comunicazione e la sensibilizzazione riguardo al problema.

Dal canto suo, l’assessore Beduschi ha invitato a non creare allarmismi, affermando che la presenza dell’insetto è monitorata dal 2014 e che, nella maggior parte dei casi, i danni alla vegetazione sono limitati. Ha inoltre chiarito che l’eradicazione della specie non è tecnicamente possibile, e che la strategia della Regione punta a rallentare la diffusione e a limitare gli effetti su produzioni e ambiente.

Per il Lecchese, dove il coleottero si affianca ad altre emergenze fitosanitarie, la questione resta aperta, ma per ora la mozione attende una nuova collocazione nel calendario dei lavori del consiglio regionale.