La riapertura del Teatro della Società di Lecco è tornata al centro del dibattito consiliare dopo la sospensione delle attività annunciata dal sindaco Filippo Boscagli. Nella seduta di lunedì 21 settembre, la discussione ha contrapposto le valutazioni della precedente amministrazione, che aveva seguito il restauro, e le contestazioni dell’attuale maggioranza sullo stato del cantiere e sulla documentazione necessaria per l’utilizzo della struttura.
Il confronto sui pareri di sicurezza
Ad aprire il dibattito è stata Valentina Buonopane, consigliera di Fratelli d’Italia, che ha chiesto conto alla precedente amministrazione delle condizioni in cui il teatro era stato riaperto. Secondo quanto riferito in aula, la struttura risulterebbe ancora un cantiere privo di alcune certificazioni essenziali e della consegna formale delle aree. L’obiettivo dichiarato dalla giunta Boscagli è consentire il ritorno del pubblico soltanto dopo la conclusione delle verifiche tecniche.
Maria Sacchi, consigliera del Partito democratico ed ex assessora ai lavori pubblici della giunta Gattinoni, ha richiamato invece i documenti della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. La commissione, nelle date del 25 novembre 2025 e del 20 gennaio 2026, avrebbe espresso parere favorevole per gli eventi e per gli spazi destinati al pubblico, mantenendo interdette le zone di cantiere non completate. Il primo parere era stato emesso quattro giorni prima della serata inaugurale del 29 novembre 2025.
Il nodo del confronto sta quindi nella diversa interpretazione dei provvedimenti. I pareri citati da Sacchi riguardavano gli spazi utilizzabili e gli eventi autorizzati, mentre la sospensione decisa il 16 settembre dal sindaco si fonda sul fatto che il cantiere non sarebbe stato formalmente consegnato dall’impresa Neocos e che mancherebbe il pacchetto completo delle certificazioni. La stessa ex assessora ha riconosciuto che alcune aree dell’edificio erano ancora interdette perché non concluse.
Costi e accertamenti ancora aperti
Nel centrosinistra non viene contestata la decisione di fermare le attività in attesa degli accertamenti. In una nota, i capigruppo Pietro Regazzoni del Pd, Gerolamo Fazzini di Fattore Lecco, Renata Zuffi di Ambientalmente ed Emanuele Manzoni di Avs avevano definito coerente e lineare la scelta di attendere l’esito delle verifiche. Il tema resta però legato alla necessità di chiarire tempi, responsabilità e condizioni della struttura.
Durante le domande di attualità, Mauro Fumagalli di Orizzonte per Lecco ha raccolto le perplessità dei cittadini, rimasti sorpresi dalla chiusura dopo lo svolgimento di una stagione teatrale. Il consigliere ha chiesto informazioni sui costi dei lavori, sulle opere ancora da completare e sulla situazione complessiva dei cantieri aperti in città. La questione era stata sollevata dalla lista già ad aprile, con una diffida inviata all’allora sindaco Gattinoni dall’ex consigliere Corrado Valsecchi.
Il tema dei lavori lasciati in eredità è riemerso anche durante il dibattito sul bilancio. Gianluca Bezzi, esponente di Fratelli d’Italia, ha invitato l’amministrazione a evitare passività o sorprese legate ai cantieri già avviati. Al centro della vicenda resta inoltre il ricorso presentato da Neocos, impresa impegnata nel secondo lotto, che chiede al Comune ulteriori 503mila euro.
Il sindaco Boscagli ha ribadito che le attività sono state sospese perché il cantiere risulta formalmente non consegnato. L’amministrazione attende l’accertamento tecnico collegato al ricorso, necessario per definire lo stato reale dei luoghi e i tempi di una possibile ripresa. Fino alla conclusione della procedura non sarebbe possibile intervenire sul cantiere. Anche la stagione 2026/2027 resta quindi congelata: il debutto era previsto per venerdì 30 ottobre, ma la data non è al momento confermata.