Sono due minorenni di 15 e 17 anni i giovani che la polizia ritiene responsabili dell’aggressione ai danni di un sedicenne, avvenuta venerdì 18 settembre a Lecco, all’uscita da scuola e a poca distanza dall’istituto tecnico Badoni. I due sono stati rintracciati dagli agenti già nel pomeriggio e denunciati alla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Milano per lesioni personali in concorso.
La notizia è stata resa nota lunedì 21 settembre dalla questura di Lecco. Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’episodio sarebbe nato da futili motivi legati ad alcuni commenti su TikTok. La posizione dei due ragazzi è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria minorile. Parallelamente, la questura sta valutando anche eventuali provvedimenti di competenza del questore, distinti rispetto al procedimento penale.
L’intervento dopo la chiamata al 112
Gli agenti delle Volanti sono intervenuti dopo una chiamata al numero unico di emergenza 112. Il ragazzo è stato soccorso e affidato alle cure dei sanitari. Dalle prime informazioni raccolte nei giorni successivi all’aggressione, non sarebbero emerse conseguenze fisiche gravi, anche se il sedicenne avrebbe riportato un forte choc.
Subito dopo l’intervento, i poliziotti hanno raccolto le indicazioni utili per ricostruire l’accaduto e individuare i presunti autori. Le ricerche hanno portato in breve tempo al rintraccio dei due giovani, accompagnati in questura per l’identificazione. Al termine degli accertamenti sono scattate le denunce alla Procura minorile di Milano.
Il filmato diffuso sui social
L’aggressione è stata ripresa con un telefono e le immagini del pestaggio hanno iniziato a circolare sui social nei giorni successivi, provocando reazioni di rabbia e sgomento. La zona dell’istituto Badoni è attraversata ogni giorno da numerosi studenti di diversi istituti, diretti verso il centro cittadino e la stazione ferroviaria.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’Ufficio scolastico territoriale. Il provveditore Adamo Castelnuovo ha fatto sapere di voler incontrare lo studente e la sua famiglia per esprimere la vicinanza dell’istituzione. L’episodio si inserisce in una serie di fatti violenti già finiti nelle cronache del Lecchese.