Sanzioni e difesa

Il S.A.P. difende le forze dell’ordine dopo le sanzioni agli antifascisti

Il Sindacato Autonomo di Polizia risponde alle accuse sulla gestione della sicurezza durante una manifestazione.

Il S.A.P. difende le forze dell’ordine dopo le sanzioni agli antifascisti

LECCO – La Segreteria Provinciale di Lecco del Sindacato Autonomo di Polizia (S.A.P.) è intervenuta in merito alle sanzioni elevate a membri della Rete Antifascista lecchese, a seguito della contromanifestazione del 27 aprile scorso. Questa manifestazione si è svolta vicino allo stadio, in concomitanza con la commemorazione di sedici ufficiali e sottoufficiali dei battaglioni ‘Leonessa’ e ‘Perugia’.

Il S.A.P. ha respinto con fermezza le accuse di operato intimidatorio rivolte alla Questura di Lecco, definendo tali affermazioni come “prive di fondamento” e “offensive”. Secondo il sindacato, queste dichiarazioni mirano esclusivamente a delegittimare il lavoro della Polizia di Stato e del personale impegnato nella tutela dell’ordine pubblico. “Le forze dell’ordine applicano le leggi dello Stato con assoluta neutralità, senza alcuna discrezionalità politica o ideologica”, ha dichiarato il S.A.P.

La posizione del S.A.P.

Il segretario nazionale del S.A.P., Gianpiero Timpano, ha aggiunto che le notifiche di illecito amministrativo non devono essere interpretate come atti punitivi arbitrari, ma come un adempimento della normativa vigente. “Chi sceglie di operare al di fuori della legalità deve assumersi la responsabilità delle proprie condotte, senza ricorrere a giustificazioni ideologiche”, ha sottolineato Timpano, evidenziando che il personale della Questura ha operato con competenza e senso del dovere, garantendo la sicurezza collettiva in un contesto già teso nei giorni precedenti.

Infine, Timpano ha concluso affermando che non accettano “lezioni di democrazia da chi confonde il diritto di manifestare con l’arbitrio di ignorare le norme della convivenza civile”. Secondo il sindacato, definire l’azione della Polizia come “intimidatoria” non fa altro che alimentare tensioni inutili e ingiustificate.