Controversia sul decoro

Emergency critica la rimozione dello striscione contro la guerra

I volontari di Emergency propongono di ricollocare lo striscione al Palazzo delle Paure dopo la rimozione da parte del Comune.

Emergency critica la rimozione dello striscione contro la guerra

Il gruppo volontari di Lecco e Merate di Emergency ha espresso profondo sconcerto per la rimozione dello striscione “R1PUD1A” dalla facciata del Palazzo Municipale. Le motivazioni fornite dal sindaco, in risposta a una richiesta di chiarimenti, riducono la decisione a una questione di decoro urbano e di estetica.

Il sindaco ha dichiarato che “lo striscione era in condizioni di forte deterioramento, tanto da essere tenuto insieme con strisce di nastro adesivo, risultando pertanto poco dignitoso per un luogo istituzionale e per il messaggio stesso che intendeva veicolare”. Ha inoltre specificato che l’Amministrazione non intende utilizzare le facciate dei palazzi istituzionali per esposizioni di alcun tipo, eccetto per comunicazioni urgenti e di particolare rilevanza.

Critiche al metodo di comunicazione

I volontari di Emergency prendono atto della posizione del sindaco, ma esprimono rammarico per il fatto che la drammatica attualità dei conflitti globali non venga considerata come un tema di “urgenza” o di “particolare rilevanza”. Inoltre, criticano il metodo adottato, sottolineando che ci si aspettava una comunicazione preventiva o un momento di interlocuzione prima della rimozione dello striscione.

Proposta di ricollocamento

Per superare i vincoli di decoro richiamati dal sindaco, i volontari avanzano una proposta di mediazione: suggeriscono di ricollocare un nuovo striscione presso una sede differente e non prettamente istituzionale, come il Palazzo delle Paure. Auspicano che l’Amministrazione accolga tale proposta, evitando di confermare una linea di invisibilità su un principio cardine della Repubblica, quale il ripudio della guerra sancito dall’articolo 11 della Costituzione italiana.

Infine, i volontari di Emergency dichiarano che continueranno con maggiore energia la loro azione di diffusione di una cultura di pace, sottolineando che la pace non è un’attesa passiva, ma una scelta culturale consapevole.