Sovraindebitamento in aumento

Cresce il ricorso alle procedure di sovraindebitamento nel Lecchese

Significativo incremento delle richieste di aiuto all'Organismo di composizione della crisi nel territorio lecchese.

Cresce il ricorso alle procedure di sovraindebitamento nel Lecchese

Il fenomeno del sovraindebitamento preoccupa anche il Lecchese, dove i dati dell’Organismo di Composizione della crisi (OCC) dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Lecco mostrano un aumento significativo delle richieste di accesso alle procedure di sovraindebitamento. Nel 2022, le istanze pervenute all’OCC sono state 4; nel 2023 sono salite a 14, raggiungendo le 24 domande nel 2024 e scendendo a 19 nel 2025. Il primo semestre del 2026 ha già registrato 11 istanze, un dato che indica una domanda stabile di supporto.

All’OCC si rivolgono privati senza limiti di indebitamento e piccoli imprenditori con esposizioni fino a 500 mila euro. L’obiettivo è ottenere la nomina di un gestore della crisi, un commercialista iscritto all’Ordine, incaricato di predisporre un piano di ristrutturazione del debito da presentare al tribunale.

Le procedure di sovraindebitamento

Le procedure di sovraindebitamento previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza sono quattro: la liquidazione controllata, il concordato minore riservato ai piccoli imprenditori, la ristrutturazione dei debiti del consumatore e l’esdebitazione dell’incapiente, applicabile nei casi in cui non vi siano beni liquidabili o altre utilità da destinare ai creditori. Sul territorio lecchese operano principalmente due Organismi: l’OCC della Camera di commercio, con competenza sovraprovinciale, e l’OCC dell’Ordine dei commercialisti, presieduto dal 2022 dal referente Pietro Galli.

Pietro Galli sottolinea l’importanza dell’Organismo di Composizione della Crisi come presidio per l’equilibrio economico del territorio. I gestori della crisi hanno un ruolo di garanzia sulla documentazione prodotta dal richiedente e di controllo nelle fasi di adempimento. L’obiettivo è arrivare alla ristrutturazione della situazione debitoria e alla cancellazione dei debiti non soddisfatti al termine della procedura, cercando di soddisfare nel migliore dei modi i creditori.

Tipologie di debitori e creditori coinvolti

Le procedure di liquidazione controllata rappresentano circa il 70% delle istanze avviate sul territorio. Il 20% delle domande riguarda l’esdebitazione dell’incapiente, seguita dai concordati minori e dagli accordi con i creditori. Galli evidenzia che la maggior parte dei richiedenti sono piccole partite IVA, spesso già chiuse al momento del ricorso, o soci di SNC o SAS fallite, che si ritrovano a gestire esposizioni anche dopo la chiusura del fallimento. I creditori coinvolti sono principalmente enti istituzionali come l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, oltre a banche e società finanziarie, con un ammontare medio dei debiti che si colloca tra 150 mila e 300 mila euro.

Il crescente ricorso a queste procedure ha portato a una maggiore consapevolezza dello strumento. Galli conclude affermando che le procedure consentono ai soggetti sovraindebitati di affrontare la propria situazione e ripartire liberi da vincoli, con un impatto sociale rilevante. La promozione svolta negli ultimi anni, in particolare da Regione Lombardia nel periodo post Covid, ha contribuito a far conoscere queste opportunità.

Il presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Luca Spreafico, rimarca l’importanza dell’attività dell’Organismo di composizione della crisi, sottolineando che i gestori della crisi occupano un punto di equilibrio delicato nel sistema concorsuale minore. Non sono difensori del debitore né meri esecutori tecnici, ma ausiliari terzi e indipendenti, chiamati a verificare che la procedura persegua realmente la sua duplice finalità: il diritto dei creditori e la funzione del fresh start per il sovraindebitato.