Allerta regionale

Codice arancione in Lombardia per il rischio di incendi boschivi

Temperature elevate e vegetazione asciutta favoriscono l'innesco; squadre operative tra aree montane e province lombarde.

Codice arancione in Lombardia per il rischio di incendi boschivi

In Lombardia è stato attivato il codice arancione per il rischio di incendi boschivi, il terzo livello su una scala di quattro. L’allerta è legata soprattutto alle temperature elevate registrate in questi giorni, che stanno rendendo più favorevoli le condizioni per l’innesco e la propagazione delle fiamme.

Il provvedimento arriva mentre diverse aree montane della regione sono già state interessate da roghi. Negli ultimi giorni gli interventi hanno riguardato in particolare il Lecchese e la Valtellina, ma l’attenzione resta alta anche nelle province di Milano e Como. Tra gli episodi più rilevanti c’è l’incendio sul Monte Moregallo, nell’area compresa tra Valmadrera e Lecco.

Le operazioni nelle aree montane

Le attività di spegnimento e bonifica sul Moregallo hanno richiesto l’impiego di squadre a terra e mezzi aerei. Il rogo ha interessato una zona impervia, rendendo più complesse le operazioni e prolungando il lavoro dei soccorritori. Altri interventi sono stati effettuati a Premana, nel territorio lecchese, e a Gordona, in provincia di Sondrio.

Nei giorni scorsi il dispositivo regionale era stato rafforzato con volontari e mezzi aerei impegnati in diversi interventi. Il passaggio al livello arancione comporta un’intensificazione delle attività di prevenzione e controllo, senza indicare necessariamente la presenza di un’emergenza generalizzata sull’intero territorio lombardo.

Monitoraggio continuo e misure preventive

La situazione viene seguita dal Centro operativo regionale della Protezione civile della Lombardia, con sede a Palazzo Pirelli. Nella sala operativa istituzioni, tecnici e volontari lavorano 24 ore su 24 per valutare l’evoluzione dei rischi e coordinare una risposta tempestiva in caso di nuovi incendi.

Il sistema regionale utilizza anche dati in tempo reale e strumenti di monitoraggio satellitare per seguire lo sviluppo dei roghi e fornire supporto alle squadre impegnate sul campo. Nel luglio 2026 la Regione ha inoltre aggiornato il Piano Antincendio Boschivo AIB 2025-2028, che individua le aree esposte, gli indici di pericolosità, le attività di prevenzione e le procedure per la lotta attiva.

Il caldo, insieme alla ridotta umidità della vegetazione, aumenta la possibilità che un principio di incendio si trasformi rapidamente in un rogo esteso. Il livello di pericolo viene valutato considerando le condizioni meteorologiche, lo stato della vegetazione, l’andamento degli incendi e gli indici elaborati sulla base dei dati disponibili.

L’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa ha ringraziato operatori e volontari per il lavoro svolto a tutela delle comunità. In presenza di condizioni di alto rischio possono essere attivati specifici divieti: durante il periodo indicato è vietata la combustione dei residui vegetali e, quando previsto da un apposito provvedimento regionale, anche l’accensione di fuochi all’aperto.