Riorganizzazione sanitaria

Manzoni tra i centri lombardi per la patologia dell’aorta

Dal 2027, ventitré strutture saranno abilitate dal sistema pubblico: diciassette potranno affrontare ogni livello di complessità.

Manzoni tra i centri lombardi per la patologia dell’aorta

Dal 1° gennaio 2027, in Lombardia, gli interventi per le malattie dell’aorta eseguiti a carico del servizio sanitario regionale saranno concentrati in ventitré ospedali. Tra questi c’è l’Alessandro Manzoni di Lecco, inserito nel gruppo di vertice della nuova Rete regionale della Chirurgia Vascolare.

La delibera approvata dalla Giunta regionale colloca il presidio di via dell’Eremo tra le diciassette strutture del gruppo A, abilitate a trattare l’intero spettro delle patologie aortiche, comprese le forme più complesse e quelle che richiedono endoprotesi personalizzate o ramificate. Il Manzoni è l’unico ospedale della provincia di Lecco presente negli elenchi regionali.

Una rete organizzata per complessità

Il provvedimento, proposto dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, riorganizza la presa in carico dei pazienti con malattia aortica acuta e cronica. Le strutture sono state individuate sulla base delle competenze cliniche, delle tecnologie disponibili, dei volumi di attività e degli esiti delle cure.

L’obiettivo è indirizzare ogni paziente verso l’ospedale più adatto alla complessità del caso e, nelle situazioni di emergenza, garantire trasferimenti tempestivi verso i centri in grado di intervenire. La rete sarà collegata agli altri percorsi dell’area cardio-cerebro-vascolare, dedicati tra l’altro a infarto, ictus e riabilitazione cardiovascolare.

La soglia dei trenta interventi

Il modello regionale prevede requisiti clinici, organizzativi e tecnologici precisi. In linea generale, i centri devono assicurare almeno trenta interventi l’anno, chirurgici tradizionali o endovascolari, ed essere attrezzati per gestire le eventuali complicanze. Dal 2027, gli ospedali esclusi dai tre gruppi non potranno più eseguire queste operazioni con finanziamento del servizio sanitario regionale.

Nel gruppo A, oltre al Manzoni, figurano il San Raffaele, il Niguarda, il Policlinico Ca’ Granda e il Monzino di Milano, gli Spedali Civili e la Poliambulanza di Brescia, il San Matteo di Pavia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il San Gerardo di Monza, il Macchi di Varese e altre strutture lombarde.

Il gruppo B comprende quattro ospedali abilitati alla sola aorta addominale: il San Carlo di Milano, l’Istituto di cura Città di Pavia, il presidio di Busto Arsizio e il Sant’Anna di Como. Nel gruppo C sono stati invece inseriti gli ospedali di Cremona e Sondalo, che non raggiungono la soglia dei trenta interventi annui ma restano nella rete, limitatamente all’aorta addominale, per garantire risposte più rapide nelle aree con maggiori difficoltà geografiche e tempi di percorrenza più lunghi. La loro posizione sarà rivalutata entro dodici mesi sulla base dei volumi e degli esiti clinici.

Il ruolo del presidio lecchese

L’ingresso del Manzoni nel gruppo A riflette un percorso costruito negli anni dalla Chirurgia vascolare, che tratta patologie aortiche complesse e accoglie pazienti provenienti dall’alta Lombardia e, in alcuni casi, da altre regioni.

A luglio, i medici lecchesi avevano operato una paziente valtellinese di 74 anni, considerata non operabile con la chirurgia tradizionale, utilizzando una tecnica mini-invasiva che evita l’apertura del torace. Il presidio compare inoltre al 53° posto della classifica 2026 degli ospedali italiani stilata da Newsweek. Nei mesi scorsi l’Asst di Lecco è stata inclusa nei piani di investimento regionali, con 4,2 milioni di euro destinati ad apparecchiature diagnostiche e sicurezza degli edifici.

Secondo Bertolaso, il nuovo assetto non punta a togliere servizi ai territori, ma a organizzare meglio le competenze già presenti nella sanità lombarda e a rafforzare il collegamento tra le strutture. Dal 2027, quindi, gli interventi sulla patologia aortica saranno svolti a carico del sistema regionale soltanto negli ospedali compresi nella nuova rete.