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Agenti di commercio, a Lecco la sfida del fisco sulle auto

Il limite detraibile risale al 1986: la richiesta è adeguarlo ai costi attuali e sostenere il ricambio professionale.

Agenti di commercio, a Lecco la sfida del fisco sulle auto

Circa 1.500 agenti e società di agenzia operano in provincia di Lecco, ma per la categoria il sistema fiscale continua a fare riferimento a parametri fissati quasi quarant’anni fa. Il tema è stato al centro dell’incontro organizzato da Confcommercio nella Sala delle Capriate del Palazzo del Commercio, in piazza Garibaldi, con i vertici nazionali di Fnaarc e i rappresentanti lecchesi dell’associazione.

Gli agenti percorrono in media 25mila chilometri all’anno, mentre una quota consistente supera i 40mila. L’automobile viene sostituita mediamente ogni quattro anni, contro i sette-otto della media nazionale. Quando però i costi vengono portati in dichiarazione, la deducibilità resta legata a un tetto di 25.822 euro, corrispondente ai 50 milioni di lire previsti nel 1986 dall’articolo 164 del Tuir.

Mobilità e costi fiscali

Il Primo Rapporto sull’economia dell’intermediazione della Fondazione Enasarco, richiamato durante la conferenza, stima in oltre 6 miliardi di chilometri la distanza percorsa ogni anno dagli operatori del settore. Nel 2024, agenti e consulenti finanziari hanno inoltre determinato 19.790 immatricolazioni, per un valore superiore a 750 milioni di euro. La deduzione oggi riconosciuta è pari all’80% del limite fiscale.

Il presidente nazionale di Fnaarc Alberto Petranzan ha sostenuto la necessità di aggiornare una soglia che non tiene conto dei costi e delle caratteristiche delle vetture attuali. Durante l’incontro ha anche riferito di un’interlocuzione con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per inserire gli agenti tra le categorie che potrebbero beneficiare di eventuali agevolazioni sui carburanti.

Ricambio generazionale e tutela professionale

In Lombardia gli agenti sono 38.677, pari al 19% degli attivi italiani. A livello nazionale, i contribuenti Enasarco sono circa 227mila nel 2025 e per tre quarti risultano plurimandatari. La categoria genera transazioni stimate tra 400 e 500 miliardi di euro l’anno, ma deve fare i conti con un’età media elevata: il 19% degli operatori ha meno di 40 anni e l’ingresso nella professione avviene mediamente a 36 anni e mezzo.

Secondo Petranzan, molti giovani interrompono l’attività già nel primo anno a causa dei costi di gestione, della difficoltà di vendere e della scarsa preparazione imprenditoriale. Tra gli strumenti indicati per favorire il ricambio figura Piazza degli Agenti, una piattaforma realizzata insieme alle case mandanti.

La presidente di Fnaarc Lecco Francesca Maggi ha presentato il bilancio del primo anno alla guida dell’associazione, che conta circa 300 iscritti, in crescita del 10%. Sono state svolte 101 consulenze contrattuali e concluse 50 conciliazioni senza arrivare in tribunale. Tra le attività figurano anche corsi di formazione, un incontro sulla gestione dello stress e la partecipazione a Ristorexpo con i colleghi di Como.

Il consigliere nazionale e della Fondazione Enasarco Andrea Pizzi ha illustrato il ruolo dell’ente, ricordando la distinzione tra il patrimonio del Fir, l’indennità di risoluzione del rapporto, e quello destinato alle pensioni. Nel 2025 agli accantonamenti è stato riconosciuto un rendimento del 2,99%. La Fondazione eroga inoltre ogni anno circa un miliardo di euro in pensioni e quasi 50 milioni in prestazioni assistenziali.

Sul fronte contrattuale, il consulente legale Paolo Petriello ha ricordato che l’Accordo economico collettivo del commercio si applica al singolo mandato soltanto quando viene richiamato da una clausola specifica. L’ultimo rinnovo ha previsto anche il diritto alle provvigioni sulle vendite online realizzate nel territorio di competenza. Per la categoria, il prossimo passaggio sarà la discussione della legge di bilancio, con l’obiettivo di riaprire il dossier sulla fiscalità delle automobili utilizzate per lavoro.