La classifica dei “Luoghi del cuore” più votati in Lombardia, a due mesi dall’inizio della 13esima edizione del censimento del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano, offre un’opportunità unica per riscoprire paesaggi e monumenti meno noti, ma ricchi di autenticità e valore culturale. Questi luoghi, spesso considerati “minori”, meritano di essere tutelati e valorizzati per preservare l’identità del nostro Paese.
Un patrimonio da proteggere
Il censimento ha già visto la partecipazione di circa un centinaio di realtà, tra comitati spontanei, associazioni e piccole comunità, tutte unite nell’intento di far conoscere i propri “luoghi del cuore”. Per accedere al Bando di candidatura per progetti di restauro e valorizzazione, è necessario raggiungere almeno 3.000 segnalazioni. I contributi previsti per i luoghi che saliranno sul podio nazionale ammontano a 70.000 euro, 60.000 euro e 50.000 euro.
Fino al 15 dicembre, chiunque può partecipare alla raccolta voti, con oltre 350.000 voti già registrati, di cui più di 62.000 cartacei. È possibile votare online su www.iluoghidelcuore.it o tramite moduli cartacei nei punti di raccolta.
La classifica provvisoria in Lombardia
Attualmente, la classifica provvisoria vede al primo posto la Cascina Monluè a Milano, seguita dal Ponte San Michele a Paderno d’Adda, in provincia di Lecco, e dall’Abbazia benedettina dei santi Nicola e Paolo VI a Rodengo Saiano, in provincia di Brescia. La Cascina Monluè, risalente al 1267, è un esempio di grangia monastica che unisce funzioni religiose e agricole, attualmente al centro di un progetto di rigenerazione sociale.
Il Ponte San Michele, inaugurato nel 1889, è una delle più importanti opere di ingegneria del XIX secolo, progettato per collegare le due sponde del fiume Adda. La sua struttura, interamente chiodata e priva di saldature, è utilizzata sia per il traffico ferroviario che per quello stradale.
La mobilitazione della rete “Occhio al ponte” è stata avviata in risposta alla proposta di RFI di costruire un nuovo ponte a breve distanza, mentre molti auspicano il mantenimento dell’attuale struttura come percorso ciclopedonale. Infine, l’Abbazia benedettina, poco conosciuta al di fuori della Franciacorta, è un complesso storico di grande valore, fondato nell’XI secolo e tornato in possesso dei monaci olivetani nel 1969.