Il Comune di Lecco sta lavorando al nuovo Piano per il diritto allo studio, che sarà sottoposto alla commissione consiliare entro la fine di novembre e dovrebbe approdare in consiglio comunale a metà dicembre. A illustrare contenuti e metodo del documento è stata Angela Fortino, assessore all’Istruzione dell’amministrazione lecchese.
Progetti proposti dagli istituti
La struttura del piano sarà diversa rispetto al passato. Il Comune prevede di riconoscere e sostenere economicamente 36 progetti elaborati dalle scuole in base alle proprie esigenze e alla programmazione didattica ed educativa. A questi si aggiungeranno 12 iniziative proposte dai servizi comunali.
Secondo quanto riferito dall’assessore, il nuovo metodo punta a superare l’impostazione nella quale era l’amministrazione a individuare autonomamente i percorsi da proporre agli istituti. Le scuole avranno invece la possibilità di presentare i progetti ritenuti più coerenti con le proprie necessità, mentre al Comune spetterà il compito di sostenerli e valorizzarli attraverso un confronto sulle priorità e sui principi condivisi.
Le risorse stanziate
Per sostenere tutte le richieste arrivate dalle scuole del sistema integrato statale e paritario, l’amministrazione ha previsto uno stanziamento superiore rispetto a quello della precedente gestione. Fortino ha collegato il cambio di impostazione anche all’avvicendamento amministrativo e alla diversa visione politica espressa dalla maggioranza.
Il piano, ha aggiunto l’assessore, dovrà essere affinato nel corso del mandato di cinque anni, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione con gli istituti e di mantenere al centro le esigenze di bambini e ragazzi.
I dati forniti dall’assessorato indicano una crescita progressiva dei finanziamenti. Nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati sostenuti 22 progetti, per complessivi 38.300 euro. Nell’anno 2025/2026 i progetti finanziati sono saliti a 26, con risorse pari a 43.420 euro. Per l’annualità in corso sono previsti 36 progetti, con un finanziamento complessivo di 55mila euro.
A questa somma si aggiungeranno altri 45mila euro, che tutte le scuole potranno utilizzare autonomamente per attività didattiche ed educative.