La CGIL di Lecco torna a denunciare le difficoltà che, secondo il sindacato, stanno colpendo famiglie e lavoratori sul fronte del costo della vita e dell’accesso ai servizi sanitari. In una nota, l’organizzazione collega la perdita di potere d’acquisto all’indebolimento del Servizio sanitario nazionale, indicando tra i principali fattori di pressione l’inflazione, il caro carburanti, l’aumento delle spese energetiche e abitative e la precarietà del lavoro.
Per la CGIL, questa situazione sta rendendo più difficile affrontare le necessità quotidiane e rischia di lasciare senza risposte una parte crescente della popolazione. Il sindacato richiama anche i dati sulla spesa sanitaria pubblica, sostenendo che nel 2025 l’Italia destini alla sanità il 6,2% del prodotto interno lordo, contro una media europea del 6,7%. La spesa pubblica pro capite viene indicata in 2.438 euro, 185 in meno rispetto alla media dell’Unione europea.
Le risorse e il personale
Secondo la ricostruzione diffusa dalla confederazione lecchese, la minore copertura pubblica avrebbe conseguenze dirette sulle famiglie. La spesa sanitaria privata sostenuta direttamente dai cittadini avrebbe raggiunto 43,2 miliardi di euro, pari a 734 euro pro capite e al 22,3% della spesa sanitaria complessiva. Per la CGIL, il ricorso crescente alle prestazioni a pagamento può spingere alcune persone a utilizzare i propri risparmi o a rinunciare alle cure.
La nota richiama inoltre la situazione del personale e delle strutture. In Italia, sostiene il sindacato, ci sono 6,9 infermieri ogni mille abitanti, a fronte dei 9,3 della media europea. I posti letto ospedalieri sono indicati in 3,1 ogni mille abitanti, contro i 4,6 medi nell’Unione europea, mentre i posti in terapia intensiva sarebbero 9,7 ogni centomila abitanti rispetto ai 18 della media europea. La CGIL collega queste carenze anche alla difficoltà di trattenere giovani professionisti, sempre più orientati a cercare opportunità oltre confine.
La mobilitazione annunciata
Dopo la partecipazione alla manifestazione La Via Maestra del 17 ottobre, la CGIL Lecco ha annunciato una nuova iniziativa per il 20 novembre, in occasione dello sciopero generale. L’organizzazione chiede un cambio di indirizzo nelle politiche pubbliche e contesta l’ipotesi, citata nella nota sulla base di stime della Corte dei Conti, di una riduzione della spesa sanitaria rispetto al PIL fino al 5,78% nel periodo 2027-2029.
In vista della prossima legge di bilancio, il sindacato rilancia anche la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare dedicata al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e alla valorizzazione del personale. L’obiettivo indicato è portare il finanziamento della sanità pubblica ad almeno il 7,5% del PIL, insieme al potenziamento della medicina territoriale, alla riduzione dei tempi di attesa e al contrasto della privatizzazione del sistema sanitario.