Il gruppo consiliare La Provincia – Territorio Bene Comune torna a chiedere trasparenza nella definizione delle priorità di intervento della Provincia di Lecco. Al centro della contestazione c’è il timore che la scelta delle opere possa essere influenzata dall’appartenenza politica dei Comuni che presentano le richieste.
Secondo la formazione di minoranza, ogni amministratore dovrebbe adottare strumenti di partecipazione e criteri verificabili per evitare anche soltanto il sospetto di trattamenti differenti. Il gruppo considera concreto il rischio di condizionamenti legato ai rapporti di forza politici e alle mappe elettorali del territorio e giudica preoccupante la reazione del vicepresidente Micheli, accusato di avere escluso a priori l’esistenza del problema.
La richiesta di criteri verificabili
La minoranza sostiene che la Provincia debba rendere noto un modello chiaro per la rilevazione dei bisogni, insieme ai criteri e alle motivazioni che portano a privilegiare un intervento rispetto a un altro. Le risorse disponibili, osserva il gruppo, sono limitate e non tutte le richieste possono essere accolte subito: proprio per questo sarebbero necessarie modalità uguali per tutti e decisioni politiche assunte in modo esplicito.
La formazione precisa che non sono in discussione gli atti sottoposti al voto del Consiglio provinciale, ma la fase precedente, quella in cui vengono valutate le necessità e fissate le priorità. In questa prospettiva, la responsabilità delle scelte non dovrebbe essere trasferita esclusivamente ai pareri tecnici. La Provincia, definita dall’amministrazione come la casa degli 84 Comuni lecchesi, dovrebbe inoltre coinvolgere i sindaci nella costruzione delle strategie territoriali.
I dati sugli interventi viabilistici
Il gruppo consiliare riferisce di avere chiesto due mesi fa i dati sugli interventi viabilistici realizzati durante il mandato. La documentazione, secondo quanto comunicato dalla stessa minoranza, sarebbe ora pronta. L’esame dei dati dovrebbe consentire di verificare la distribuzione territoriale delle opere e di ottenere un quadro più definito delle decisioni assunte.
Nel comunicato viene richiamato anche il ruolo dei tavoli operativi e dei gruppi di lavoro, che per la minoranza non rappresentano una concessione della maggioranza, ma uno strumento essenziale del confronto democratico. Il gruppo chiede quindi vigilanza affinché le decisioni dell’ente non siano subordinate a logiche di appartenenza politica e perché le esigenze dei Comuni restino al centro dell’attività provinciale.
Infine, La Provincia – Territorio Bene Comune cita quanto accaduto durante l’ultimo Consiglio provinciale, quando la maggioranza si sarebbe trovata senza il proprio capogruppo al momento del voto sulla nona variazione di bilancio. Le minoranze avrebbero potuto votare contro e mettere a rischio l’approvazione dell’atto, ma hanno scelto di mantenere l’astensione, motivando la decisione con la volontà di non bloccare risorse destinate al territorio.
Tra gli stanziamenti indicati dal gruppo figurano 540.000 euro per le Doti di lavoro rivolte alle persone con disabilità. La minoranza afferma che su trasparenza, pari trattamento e tutela della dignità di tutti i Comuni non intende fare concessioni, considerando questi aspetti centrali nella gestione politica della Provincia.