Ordinanza comunale

Riscaldamento, a Lecco accensione rinviata al 22 ottobre

La decisione segue le previsioni meteo e punta a limitare l’inquinamento atmosferico.

Riscaldamento, a Lecco accensione rinviata al 22 ottobre

Il Comune di Lecco ha rinviato a giovedì 22 ottobre 2026 la possibilità di accendere gli impianti termici. La decisione è contenuta nell’ordinanza sindacale numero 22/2026, firmata il 14 ottobre, e riguarda gli impianti autonomi e centralizzati presenti nel territorio comunale.

Il provvedimento tiene conto delle previsioni sulle temperature relative ai giorni compresi tra il 15 e il 21 ottobre, elaborate da Arpa Lombardia nell’ambito del bollettino Temperature Lombardia per la Zona E, sottozona 4. Secondo quanto spiegato dall’amministrazione comunale, in condizioni di alta pressione può verificarsi un ristagno di polveri sottili e altre sostanze inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera. Il funzionamento degli impianti di riscaldamento contribuisce a questo fenomeno.

Le regole per gli impianti

Dal 22 ottobre, in base alla normativa vigente, gli impianti potranno restare accesi per un massimo di 14 ore al giorno, nella fascia compresa tra le 5 e le 23, fino al 15 aprile. Il limite è previsto dal punto 13 del paragrafo 7 del documento allegato alla DGR 3502 del 5 agosto 2020.

L’ordinanza precisa inoltre che, al di fuori del periodo stabilito, l’accensione è consentita soltanto in presenza di condizioni meteorologiche che ne giustifichino l’utilizzo e per un massimo di 7 ore giornaliere, cioè la metà del limite ordinario. I Comuni della Zona E possono modificare il calendario per ridurre complessivamente il periodo di funzionamento fino a 14 giorni: al massimo sette attraverso il posticipo dell’accensione e altrettanti mediante l’anticipo dello spegnimento.

Le zone climatiche del territorio

Il bollettino Temperature Lombardia viene pubblicato da Arpa Lombardia ogni lunedì e giovedì entro le 16 e contiene previsioni fino a dieci giorni per le sottozone climatiche della Zona E. La maggior parte dei Comuni della provincia di Lecco rientra in questa fascia, mentre appartengono alla Zona F Ballabio, Barzio, la frazione di Vendrogno di Bellano, Casargo, Cassina, Crandola, Cremeno, Esino Lario, Margno, Moggio, Morterone, Pagnona, Parlasco, Premana, Sueglio e Valvarrone.

Nei Comuni classificati in Zona F gli impianti termici possono essere accesi senza le limitazioni previste per le altre aree climatiche. La classificazione determina infatti regole differenti sulla durata e sul periodo di funzionamento del riscaldamento.

Il testo riporta anche una stima sui costi della stagione invernale 2026/2027. Secondo i dati elaborati da Facile.it sulla base di informazioni Enea e Arera, la spesa media per riscaldare un’abitazione potrebbe arrivare a 1.016 euro, contro gli 806 euro stimati per l’inverno precedente, con un incremento del 26% a parità di consumi. Il calcolo considera un prezzo del gas di 1,57 euro per standard metro cubo, una quota fissa mensile di 11,46 euro e consumi medi annui pari a 646 standard metri cubi.