Mobilità lombarda

Diesel Euro 5, rinviato al 2027 il blocco nel bacino padano

Il provvedimento riguarda auto e furgoni delle quattro regioni settentrionali; restano attive le norme contro l’inquinamento

Diesel Euro 5, rinviato al 2027 il blocco nel bacino padano

Il blocco dei diesel Euro 5 non scatterà il 1° ottobre. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 24 settembre un decreto legge che sposta al 1° ottobre 2027 l’entrata in vigore delle limitazioni strutturali alla circolazione di automobili e veicoli commerciali appartenenti a questa classe nel bacino padano.

La proroga riguarda le regioni di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. In Lombardia, il divieto avrebbe interessato i centri con più di 100mila abitanti, tra cui Milano, Monza, Bergamo e Brescia. La decisione riguarda quindi anche chi, pur partendo dalla provincia di Lecco, raggiunge quotidianamente queste città per lavoro o per altri motivi.

Che cosa prevede il decreto

Il provvedimento, sollecitato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, modifica il decreto legge 121 del 12 settembre 2023, sostituendo il termine del 1° ottobre 2026 con quello del 1° ottobre 2027. Le limitazioni si applicano alle autovetture diesel Euro 5 e ai veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3 della stessa classe.

Secondo i dati diffusi dal ministero, in Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli diesel Euro 5 e 600mila veicoli commerciali. Nel bacino padano i mezzi interessati sarebbero oltre 1,2 milioni tra automobili e circa 200mila veicoli commerciali. La nuova scadenza dovrà essere confermata dal testo definitivo in Gazzetta Ufficiale; il decreto dovrà inoltre essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni.

Le conseguenze nel Lecchese

Il rinvio non elimina le altre disposizioni antismog, comprese le misure temporanee che possono scattare quando peggiora la qualità dell’aria. Nel Lecchese, lo scorso marzo, erano stati registrati superamenti dei valori di PM10. Il territorio provinciale è comunque fuori dal perimetro del blocco strutturale dal 2025, quando la soglia demografica dei comuni interessati è stata innalzata da 30mila a 100mila abitanti.

In provincia di Lecco circolano circa 18.700 auto diesel Euro 5, poco più di 2.100 delle quali nel capoluogo, secondo i dati Aci della primavera 2025. Questi veicoli avrebbero continuato a circolare sulle strade locali, mentre il problema principale avrebbe riguardato gli spostamenti verso le grandi città lombarde. A Lecco resta invece in vigore tutto l’anno il divieto per i diesel Euro 4 e per le classi fino all’Euro 3.

Resta da chiarire anche il destino della deroga allo studio della Regione, che avrebbe consentito ai proprietari di diesel Euro 5 di entrare nelle aree soggette alle limitazioni aderendo a Move-In, il sistema basato su una scatola nera e su un tetto di 10mila chilometri annui.

La scelta è stata rivendicata dall’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, secondo cui il rinvio evita di scaricare sulle famiglie il costo della sostituzione dei veicoli. Salvini ha sostenuto che la misura permetterà a oltre 500mila lavoratrici e lavoratori lombardi di continuare a spostarsi. Di segno opposto la posizione di Legambiente Lombardia, che aveva contestato l’ipotesi delle deroghe. Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto avevano già adottato misure compensative per rinviare o sospendere i rispettivi blocchi.