Ordine pubblico

Controlli anti-spaccio nei boschi della droga del Lecchese

Le unità calabresi opereranno nelle zone più difficili da raggiungere

Controlli anti-spaccio nei boschi della droga del Lecchese

Rafforzati i servizi di controllo nelle aree boschive della provincia di Lecco considerate sensibili per la presenza di spacciatori. Per la prima volta saranno impiegati anche i carabinieri dello squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio nei cosiddetti boschi della droga.

A commentare il potenziamento dei controlli è Daniele Butti, segretario provinciale della Lega Salvini Premier, che ha definito l’intervento un segnale concreto rivolto anche alle zone più impervie e difficili da raggiungere. Secondo Butti, il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine punta a impedire che queste aree possano essere utilizzate indisturbatamente per attività criminali.

Il ruolo delle istituzioni

Nel suo intervento, il segretario provinciale ha ringraziato il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni per l’attenzione dedicata alle problematiche di sicurezza nel Lecchese. Butti ha inoltre sottolineato il lavoro della prefettura, delle forze dell’ordine e dei carabinieri, indicando nella collaborazione tra le istituzioni uno degli elementi centrali dell’azione di controllo sul territorio.

Un ulteriore ringraziamento è stato rivolto all’onorevole Eugenio Zoffili, che secondo Butti segue da tempo la situazione dei boschi interessati dallo spaccio, anche attraverso sopralluoghi nelle aree coinvolte. Il segretario della Lega ha richiamato anche la mozione presentata e l’attività parlamentare svolta sul tema, sostenendo che il problema sia stato portato all’attenzione delle istituzioni nazionali.

Butti ha infine espresso riconoscenza agli uomini e alle donne dell’Arma dei carabinieri, alle unità cinofile e agli altri operatori impegnati nei servizi. La Lega, ha detto, continuerà a sostenere le iniziative contro spaccio, criminalità e degrado, con particolare attenzione ai luoghi più delicati della provincia. Il messaggio politico, ha concluso, è che nel Lecchese non devono esistere aree sottratte al controllo dello Stato.