La Statale 36 torna al centro dell’iniziativa parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra. Il senatore lecchese Tino Magni ha depositato in Senato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, chiedendo chiarimenti sui problemi che interessano una delle principali arterie tra il Lecchese e la Valtellina.
La posizione del partito è stata ribadita da AVS Lecco, che considera non più sufficienti gli interventi emergenziali e le manutenzioni provvisorie. Nel mirino ci sono i ritardi nei cantieri, la vulnerabilità dell’asse stradale rispetto agli eventi meteorologici intensi, la sicurezza degli svincoli e la gestione di alcuni punti considerati critici per la viabilità provinciale.
Cantieri olimpici e rischio idrogeologico
Tra i temi segnalati figura il cantiere nel tratto Giussano-Civate, collegato alle opere finanziate in vista dei Giochi olimpici Milano-Cortina 2026. Secondo AVS, a fronte di uno stanziamento di 74,39 milioni di euro, l’avanzamento dei lavori sarebbe fermo al 13%. Il partito chiede di conoscere le ragioni dello stallo e i tempi previsti per il completamento degli interventi.
Un altro elemento richiamato nell’interrogazione riguarda gli effetti degli eventi meteorologici estremi. Il 17 settembre l’allagamento degli svincoli tra Suello e Civate, nella zona di Isella, ha provocato ripercussioni sulla rete viaria del capoluogo e dei comuni vicini. Per AVS, l’episodio ha evidenziato la fragilità idrogeologica dell’infrastruttura e la necessità di interventi strutturali in grado di affrontare anche gli effetti del cambiamento climatico.
Monte Piazzo, Ponte Manzoni e mobilità sostenibile
Nel documento viene inoltre indicata la situazione della galleria di Monte Piazzo, interessata dalla persistente minaccia del corpo franoso. Gli interventi di assestamento, descritti dal partito come frequenti e costosi, non basterebbero a risolvere il problema in modo definitivo. AVS propone quindi uno studio di fattibilità per una soluzione progettuale che consenta di aggirare la frana, superando la logica delle manutenzioni tampone.
Tra i nodi ancora aperti viene citato anche il Ponte Manzoni, o quarto ponte. Secondo gli esponenti lecchesi di AVS, la realizzazione della terza corsia, presente soltanto in ingresso a Lecco, continua a determinare un restringimento del traffico in uscita dal capoluogo. Il partito richiama inoltre la necessità di risorse certe e tempi rapidi per completare le piste ciclabili lungo l’asse della SS36, con l’obiettivo di separare il traffico pesante dagli utenti più vulnerabili.
Francesco Falsetto, responsabile infrastrutture e trasporti di AVS Lecco, ha chiesto ad Anas e al Governo cronoprogrammi certi e una pianificazione complessiva. Nella posizione del partito, la gestione della Statale dovrebbe integrare sicurezza idraulica, transizione ecologica e mobilità sostenibile. L’interrogazione di Magni punta ora a ottenere risposte dai ministri competenti sui ritardi, sulle opere finanziate per le Olimpiadi e sulle misure necessarie per ridurre i rischi e i disagi lungo l’arteria.