Dal 1° ottobre le auto diesel Euro 5 non potranno circolare nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo, i quattro comuni lombardi con più di 100mila abitanti. In provincia di Lecco il divieto non scatterà, perché nessun centro supera quella soglia demografica. La misura interessa però anche i residenti lecchesi che ogni giorno raggiungono i principali centri della regione per lavoro o studio.
Le limitazioni sono previste dalla legge 105 del 2025 e dalla delibera regionale del 28 luglio 2025, che aveva già rinviato di un anno l’entrata in vigore dello stop. Il calendario stabilisce l’avvio del blocco per le autovetture dal 1° ottobre 2026, per i veicoli delle categorie M2, N1 e N2 dal 1° ottobre 2027 e per le altre tipologie dal 1° ottobre 2028. Nei comuni interessati il divieto sarà valido tutto l’anno, dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi infrasettimanali, dalle 7.30 alle 19.30. Restano fuori autostrade, strade di interesse regionale e collegamenti con gli svincoli.
Proroga e deroga chilometrica
A margine di un evento a Milano, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato di avere chiesto una proroga per evitare il blocco. La richiesta, tuttavia, non modifica da sola la scadenza: per intervenire serve un provvedimento formale. In Lombardia la Regione sta preparando una delibera, firmata dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, che dovrebbe consentire ai proprietari dei diesel Euro 5 di continuare a circolare nelle aree soggette alle restrizioni aderendo a Move-In.
Il sistema prevede l’installazione di una scatola nera e un limite di 10mila chilometri all’anno. Il divieto non verrebbe quindi cancellato, ma sostituito da una percorrenza controllata. Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno invece scelto altre misure compensative previste dalla clausola di flessibilità. La delibera lombarda è attesa in giunta prima dell’entrata in vigore delle limitazioni.
La situazione in provincia di Lecco
Il territorio lecchese è stato escluso dal perimetro del blocco nell’estate del 2025, quando un emendamento al decreto Infrastrutture ha innalzato da 30mila a 100mila abitanti la soglia per i comuni interessati. Prima della modifica sarebbe rientrata anche Lecco città. Restano però in vigore le restrizioni già previste per i comuni lombardi di fascia 2 sopra i 30mila abitanti: nel capoluogo e negli altri centri interessati il divieto riguarda i diesel Euro 4, oltre alle classi fino all’Euro 3.
Secondo i dati del database Aci, nella primavera del 2025 in provincia di Lecco circolavano circa 18.700 auto diesel Euro 5, poco più di 2.100 delle quali nel capoluogo. Si tratta soprattutto di vetture immatricolate tra il 2011 e l’estate del 2015. Per chi si sposta verso Milano, Monza o Bergamo, dunque, il problema potrebbe presentarsi una volta raggiunte le aree urbane soggette al blocco, salvo l’adesione a Move-In o il ricorso alle deroghe previste.
Sono esentati dalle limitazioni i veicoli elettrici e ibridi, quelli a metano o Gpl dalla classe Euro 2, i mezzi storici e quelli con più di vent’anni dotati di certificato Fiva. Possono circolare anche macchine agricole, mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, scuolabus, veicoli del trasporto pubblico e auto con contrassegno per il trasporto di persone disabili. Sono previste deroghe per chi accompagna persone sottoposte a terapie indispensabili, per i servizi manutentivi di emergenza, per le autoscuole e per le auto con almeno tre occupanti.
Legambiente Lombardia ha contestato sia l’ipotesi di proroga sia la soluzione basata sul monitoraggio chilometrico. L’associazione sostiene che rinvii e deroghe non affrontino il problema della qualità dell’aria e chiede di accelerare le politiche per una mobilità meno inquinante. Il provvedimento regionale dovrà definire nei prossimi giorni le modalità operative per i proprietari dei diesel Euro 5.