Manifesti contro l’eutanasia sono comparsi giovedì mattina in almeno quattro punti di Lecco. Le immagini raffigurano tre volti maschili accostati in un fotomontaggio, una mano guantata che impugna una siringa e un cavaliere con lo scudo crociato e la spada sguainata. I manifesti sono stati affissi su un muro, sopra altri annunci e sul vetro di una pensilina del trasporto pubblico.
A rivendicare l’iniziativa è stato il nucleo lecchese di Militia Christi, movimento politico cattolico con sede a Roma. In un messaggio diffuso sui propri canali, il gruppo ha spiegato di aver voluto richiamare l’attenzione della città con una presa di posizione contro quella che definisce l’ideologia eutanasica. La campagna, secondo quanto annunciato, dovrebbe interessare anche diverse altre città italiane.
Nel mirino le politiche regionali
Nel testo della rivendicazione vengono indicati come destinatari della protesta il presidente del Veneto Luca Zaia, l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso e Marco Cappato, descritto dal movimento come una delle principali figure favorevoli al suicidio medicalmente assistito in Italia.
Militia Christi sostiene che il ricorso alle strutture e ai servizi sanitari regionali rappresenti uno strumento per introdurre pratiche di fine vita. Il movimento cita, in questo contesto, esperienze che ritiene già avviate in Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia, indicando inoltre Veneto e Lombardia come territori interessati dal confronto. Nella rivendicazione il gruppo annuncia di voler proseguire la propria opposizione sul piano politico, con iniziative nelle piazze, negli ospedali, nelle scuole, nelle università e davanti alle assemblee istituzionali.
Il caso lombardo e il richiamo a Lecco
La parte conclusiva del messaggio richiama la vicenda di Domenico Zuccarella. Il riferimento è a quanto avvenuto il 25 agosto, quando, per la prima volta in Lombardia, il Servizio sanitario regionale ha gestito anche la fase attuativa di un percorso di morte medicalmente assistita, sulla base delle linee guida predisposte a maggio dall’assessorato al Welfare.
Sulla stessa vicenda, il Consiglio regionale lombardo è chiamato a discutere un’interrogazione depositata da Fratelli d’Italia. Tra i firmatari figura anche il consigliere lecchese Giacomo Zamperini. Il caso si inserisce in un dibattito più ampio sulle competenze delle Regioni e sulle modalità di applicazione delle procedure relative all’aiuto medico alla morte volontaria.
La scelta di Lecco come tappa della campagna viene collegata da Militia Christi alla storia del territorio e, in particolare, al caso di Eluana Englaro. Nel 2014, sul rapporto tra la Regione Lombardia e la vicenda, il Consiglio di Stato stabilì che la donna avrebbe avuto diritto a morire in una struttura lombarda. Il movimento, che da anni organizza presidi e affissioni sui temi dell’aborto, del fine vita e dell’immigrazione, aveva già manifestato davanti al tribunale di Milano durante il processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani, conosciuto come dj Fabo.