Ricorrenza lecchese

Airoldi Metalli celebra 190 anni di storia industriale

Convegno al Politecnico e volume ripercorrono sei generazioni familiari

Airoldi Metalli celebra 190 anni di storia industriale

Nel 1836, quando a Lecco non esistevano ancora né la ferrovia né il lungolago, il torrente Gerenzone alimentava le ruote di numerose fucine e trafilerie. In questo contesto Giuseppe Airoldi avviò un’attività legata alla lavorazione e al commercio dei metalli, destinata a proseguire per sei generazioni e a trasformarsi nell’attuale Airoldi Metalli SpA.

L’azienda celebra il traguardo dei 190 anni con un incontro in programma venerdì 18 settembre alle 14.30 nell’aula magna del Politecnico di Milano, polo territoriale di Lecco. L’appuntamento sarà aperto al pubblico e prevede, in apertura, il saluto delle autorità. Ospite del convegno sarà Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24.

Una successione lunga sei generazioni

La storia della famiglia Airoldi segue il percorso tipico di molte imprese familiari lecchesi. Dopo Giuseppe, la guida passò al figlio Filippo e quindi ai figli Enrico e Giovanni. Successivamente l’attività fu affidata a Luciano e a Tommaso, classe 1938, che conduce l’azienda dal 1990. Negli anni successivi sono entrati nella gestione anche i figli Enrico e Paolo, mentre oggi in azienda si affacciano i nipoti.

Il nome degli Airoldi ricorre inoltre nella storia industriale della vallata. In una vecchia trafileria del Gerenzone, ricostruita la primavera scorsa dai volontari di Officina Gerenzone, lavorava Giovanni Battista Airoldi del Paradiso di Rancio, fratello di Giuseppe. Il legame con il torrente rappresenta così un elemento ricorrente nella vicenda della famiglia e nello sviluppo della metallurgia locale.

Dal rame ai semilavorati di alluminio

Nel corso del tempo l’impresa ha modificato materiali, lavorazioni e mercati. Oggi il gruppo opera nella metallurgia dei metalli non ferrosi, con la produzione e la distribuzione di semilavorati di alluminio e delle relative lavorazioni. Secondo i dati riportati nel testo, Airoldi Metalli conta sette siti produttivi, circa un centinaio di collaboratori e un fatturato di circa 70 milioni di euro.

La ricorrenza sarà anche l’occasione per presentare il volume Airoldi Metalli 190 anni. Famiglia, Esperienza, Lavoro, scritto da Francesco D’Alessio e realizzato con immagini e testimonianze fotografiche. Il libro ripercorre le origini legate alla lavorazione del rame, settore che nell’Ottocento affiancava quello del ferro nella metallurgia lecchese, e ricostruisce le trasformazioni del tessuto produttivo locale e nazionale.

Al centro del racconto resta il Gerenzone, il corso d’acqua che forniva energia, contribuiva al raffreddamento dei metalli e ne agevolava il trasporto. Le antiche fucine sono in gran parte scomparse, ma alcune delle imprese nate da quella stagione continuano a operare nel settore, con materiali e mercati diversi rispetto alle origini.