Fondi confermati

Il Comune cerca una nuova area per lo sport park

Interventi lungo un corso d’acqua proseguiranno; spazio sotto il viadotto da ripensare dopo parere negativo di Anas.

Il Comune cerca una nuova area per lo sport park

Il finanziamento resta confermato, ma lo sport park previsto sotto il viadotto della Statale 36 non potrà essere realizzato nell’area individuata. Dopo l’esito negativo della conferenza dei servizi sulla riqualificazione fluviale tra via Masaccio e il centro sportivo, il Comune di Lecco sta lavorando alla ricerca di una soluzione alternativa.

Il progetto esaminato dagli enti riuniti in conferenza comprendeva due interventi collegati: la rinaturazione delle sponde e la realizzazione dell’area attrezzata per lo sport. La parte ambientale può contare su 800mila euro di Fondazione Cariplo, assegnati nell’ambito della strategia di transizione climatica Lecco ECO Platform. Altri 126.800 euro sono stati messi a disposizione dal bilancio comunale, per un investimento complessivo di poco inferiore a 927mila euro.

La ricerca di una soluzione compatibile

L’assessore all’Ambiente Simone Brigatti ha chiarito che il contributo ottenuto non è stato revocato. Il passaggio successivo sarà individuare, insieme agli uffici e agli assessorati all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, un’alternativa allo sport park. La nuova proposta dovrà essere inserita sia nel progetto di riqualificazione fluviale sia nell’altro dossier collegato, così da consentire una nuova valutazione e arrivare al via libera definitivo della conferenza dei servizi.

Il diniego riguarda infatti l’area prevista sotto il viadotto. Secondo quanto ricordato dall’amministrazione, Anas ha evidenziato problemi di accessibilità alle infrastrutture stradali per le attività di sorveglianza, ispezione, monitoraggio e manutenzione. La presenza di strutture attrezzate avrebbe quindi creato una criticità incompatibile con le esigenze operative legate alla gestione del viadotto.

La necessità di modificare il progetto interessa anche Lecco Blue-Green Gateway, la candidatura presentata dal Comune alla quarta call dell’European Urban Initiative – Innovative Actions, programma della Direzione generale per le politiche regionali e urbane della Commissione europea. Gli esiti del bando sono attesi entro la fine del 2026. L’alternativa dovrà pertanto risultare coerente con entrambi i percorsi amministrativi e finanziari: quello sostenuto da Fondazione Cariplo e quello ancora in attesa della valutazione europea.

Gli interventi alla foce del Bione

Nel frattempo prosegue un secondo progetto, collocato poco più a valle, tra la penisola alla foce del torrente e il parco Addio ai Monti. Il progetto definitivo per la rinaturalizzazione della foce e dell’oasi del Bione è già stato approvato e prevede il consolidamento e il rinverdimento della sponda lacuale a margine del cantiere Anas, oltre alla de-impermeabilizzazione del suolo, al rimodellamento delle sponde e alla riqualificazione della vegetazione.

L’obiettivo indicato è favorire la permanenza delle specie autoctone. Il quadro economico dell’intervento ammonta a circa 1,603 milioni di euro, con un contributo regionale di 1,5 milioni e la quota restante a carico del bilancio comunale. L’amministrazione intende portare avanti gli interventi previsti nell’area del Bione, compresi quelli legati alla riqualificazione ambientale dello spazio interessato dal cantiere per la realizzazione del ponte Manzoni e delle zone vicine.

Il prossimo passaggio è già calendarizzato: il 21 settembre è previsto un sopralluogo congiunto tra Comune, Anas e Fiocchi Munizioni nelle aree sottostanti il viadotto. Dall’esito della verifica dipenderà la possibilità di definire una nuova proposta e riportare il progetto all’esame della conferenza dei servizi.