Severità elevata

Siccità, il Lario e l’Adda mostrano fondali riemersi

In Lombardia, lo scarto rispetto alla media storica arriva al 50,8%; gli enti escludono per ora un allarme nazionale.

Siccità, il Lario e l’Adda mostrano fondali riemersi

Acqua ritirata, rive più ampie e fondali riaffiorati sono i segnali più evidenti della fase di siccità che sta interessando il territorio lecchese. Il fenomeno è documentato da una galleria fotografica realizzata tra Lecco, Pescate, Vercurago, Garlate, Olginate e Calolziocorte, lungo le sponde del Lago di Como, dell’Adda e dei torrenti collegati al sistema idrico locale.

Le immagini mostrano un paesaggio diverso da quello abituale nel periodo estivo. In diversi punti del Lario il livello dell’acqua è particolarmente basso e lascia scoperte porzioni di rive e di fondale normalmente sommerse. Anche il corso dell’Adda, osservato tra l’Isola Viscontea e i comuni attraversati dal fiume, presenta portate ridotte, con tratti in cui rocce, ghiaia e vegetazione prendono il posto dell’acqua.

I dati sul livello del lago

La situazione è accompagnata dalla presenza di alghe e vegetazione acquatica, più visibile nelle zone dove la profondità diminuisce e il ricambio dell’acqua è limitato. Il quadro è stato rilevato anche dall’idrometro di Malgrate, gestito dal Consorzio Irrigazioni Cremonesi: l’aggiornamento di mercoledì 12 agosto 2026 indicava un livello idrografico pari a -28,80 centimetri.

Il dato rappresenta la quota misurata dall’idrometro di riferimento per il Lago di Como e conferma quanto osservabile lungo le sponde lecchesi. Il progressivo arretramento dell’acqua rende infatti visibili superfici di fondale, vegetazione e parti del paesaggio che in condizioni normali restano sommerse. Tra gli elementi emersi anche la statua di San Nicolò a Lecco, visibile in modo più esteso proprio per il basso livello del lago.

Il quadro regionale

La condizione del Lario e dell’Adda si inserisce in una situazione più ampia. Durante il Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica del 29 luglio, Regione Lombardia ha rilevato un deficit del 50,8% rispetto alla media storica. Il valore avvicina la situazione a quella registrata nel 2022, uno degli anni più critici sotto il profilo della disponibilità d’acqua.

Nello stesso periodo, l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto del Fiume Po ha classificato il territorio in condizioni di Severità Idrica Alta, il livello più elevato previsto dal sistema nazionale di monitoraggio. La classificazione tiene conto della ridotta disponibilità della risorsa e della necessità di coordinare gli utilizzi nei diversi settori.

Nonostante il quadro sia considerato critico, gli assessori regionali Alessandro Beduschi e Massimo Sertori hanno precisato che non sussistono, al momento, i presupposti tecnici e normativi per dichiarare lo stato di crisi o uno stato di emergenza di rilievo nazionale. Secondo la Regione, la situazione continua a beneficiare della funzione di regolazione svolta dai grandi laghi e dagli invasi alpini, oltre che del coordinamento tra i soggetti coinvolti nella gestione dell’acqua.

Non risultano quindi interruzioni generalizzate degli usi civili, agricoli o produttivi, mentre il monitoraggio prosegue in attesa dell’evoluzione meteorologica. Per interrompere la fase di deficit sarebbero necessarie precipitazioni in grado di ricostituire gli afflussi ai bacini. Le previsioni indicavano la possibilità di piogge dopo Ferragosto, un passaggio atteso per valutare un eventuale miglioramento delle condizioni.