Arte e cultura

Riscoperta dell’affresco dell’Adorazione dei Magi a Sant’Egidio

Un evento ha richiamato oltre 200 persone per celebrare il restauro dell'affresco nella chiesetta di Sant'Egidio.

Riscoperta dell’affresco dell’Adorazione dei Magi a Sant’Egidio

L’associazione Insieme per Sant’Egidio ha richiamato almeno 200 persone nella chiesetta di Sant’Egidio, nel rione di Bonacina, per l’evento dedicato al restauro dell’affresco dell’Adorazione dei Magi. Nonostante la presenza di un cantiere interno e uno esterno, l’interesse per l’arte e la cultura ha prevalso.

La presidente dell’associazione, Domizia De Rocchi, ha sottolineato i progressi compiuti in questi quattro anni di attività, evidenziando come l’associazione abbia creato una rete di attenzione verso l’antico edificio. Grazie alla collaborazione di esperti, sono stati avviati significativi interventi di recupero, accompagnati da scoperte che hanno riacceso l’interesse per la storia di Sant’Egidio.

Impegno e scoperte artistiche

L’associazione conta alcune centinaia di soci e ha partecipato a diversi bandi per reperire fondi necessari ai lavori. Luisa Carolina Valsecchi, architetto responsabile dei lavori, ha evidenziato l’importanza di un’analisi approfondita per ogni intervento. Il consigliere regionale Giacomo Zamperini ha suggerito di valorizzare l’area, integrandola in un percorso che onori il passato industrioso della zona.

La professoressa Marta Maria Gabriella Pozzi, della Soprintendenza archeologia, ha parlato del ruolo di tutela dell’affresco raffigurante il Profeta Giona e dei nuovi ritrovamenti pittorici nella zona absidale. Le indagini recenti hanno rivelato un ciclo complesso di pittura lombarda trecentesca, che merita di essere tutelato e valorizzato.

Il significato dell’Adorazione dei Magi

L’attenzione si è poi spostata sull’affresco dell’Adorazione dei Magi, restaurato dalla ditta Luzzana Restauri. L’affresco, svelato dalla dott.ssa Gloria Brunella, è una testimonianza iconografica di rilevanza extra territoriale, in quanto rappresenta un’interpretazione unica della scena, con la Madonna inginocchiata ai piedi della mangiatoia.

Questa rappresentazione anomala è legata a una reliquia dell’incenso dei Re Magi, conservata dal 1417 nella chiesa parrocchiale di Acquate. L’incenso, simbolo della divinità di Cristo, giustifica l’atteggiamento di prostrazione della Madonna. L’affresco, quindi, veicola un profondo significato teologico, frutto di una committenza colta, tra cui spicca Carlo Antonio Tartari, un personaggio di rilievo locale.

La serata è proseguita con una relazione su “Comete e stelle cadenti” a cura di Franco Molteni del Gruppo Astrofili Lecco Deep Space, mentre l’osservazione del cielo stellato è stata rimandata a causa del maltempo. L’evento è stato sostenuto dai fondi del bando Territorio e Patrimonio promosso da Fondazione Comunitaria del Lecchese, Acinque, Larioreti e Silea.