Memoria locale

Varenna, 105 anni degli Alpini: cittadinanza al 5° Reggimento

Due giornate hanno riunito autorità e associazioni tra cortei, omaggi ai caduti e la riapertura della cappella dedicata alla famiglia Venini.

Varenna, 105 anni degli Alpini: cittadinanza al 5° Reggimento

Varenna ha celebrato il 24 e 25 ottobre i 105 anni del Gruppo Alpini locale e il centenario della traslazione della salma del capitano Corrado Venini, Medaglia d’Oro al Valor Militare, da Velo d’Astico al paese d’origine. Le due giornate, organizzate con il patrocinio del Comune e del 5° Reggimento Alpini, hanno unito commemorazioni, momenti istituzionali e iniziative dedicate alla storia della comunità.

Alle cerimonie hanno partecipato il Gruppo Alpini di Varenna e le Sezioni di Lecco, Valtellinese, Como e Alto Lario. Presenti anche il tenente colonnello Giovanni Pasotto, comandante del Battaglione Alpini Morbegno, gli alpini del 5° Reggimento, rappresentanti della Questura e del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Lecco, il comandante della Stazione Carabinieri di Bellano, maresciallo Gennaro Cassano, oltre a sindaci e amministratori di diversi Comuni della provincia.

Il riconoscimento al 5° Reggimento

La prima giornata si è aperta nella Sala consiliare Giorgio La Pira, dove il Comune ha conferito la cittadinanza onoraria al 5° Reggimento Alpini, in attuazione della delibera approvata dal Consiglio comunale il 30 aprile 2026. Il sindaco Mauro Manzoni ha ricordato il legame tra Varenna e il Reggimento, nato a Milano nel 1882 e collegato alla storia del paese soprattutto attraverso la figura del capitano Corrado Venini.

Nel suo intervento, il sindaco ha ripercorso le principali tappe della storia del Reggimento, dalle guerre coloniali alla Grande Guerra, dalle campagne in Grecia e Russia alle missioni in Bosnia, Kosovo e Afghanistan, fino agli interventi di soccorso dopo terremoti e alluvioni. Manzoni ha richiamato il motto Non per l’apparire, ma per l’essere e ha sottolineato il valore del servizio svolto dagli alpini anche al di fuori dei contesti di guerra.

Nel pomeriggio si è svolta la salita a Vezio, con la deposizione di fiori sulla tomba di Vittorio Varisco, storico capogruppo degli Alpini di Varenna. Sono stati inoltre inaugurati i lavori di sistemazione del sentiero Scabium, che interessa i territori comunali di Varenna e Perledo.

La cappella dedicata ai Venini

Domenica 25 ottobre le celebrazioni sono riprese ai Giardini di Olivedo, con l’ammassamento e la successiva sfilata lungo le vie del paese. Il corteo, accompagnato dalla Banda Alto Lario, ha eseguito l’Inno nazionale e il Silenzio nei momenti commemorativi ed è stato seguito da cittadini e turisti. Nella chiesa prepositurale di San Giorgio è stata quindi celebrata la messa in suffragio dei Caduti.

Al cimitero sono stati presentati i lavori di restauro della Cappella Venini, dove riposano Corrado e Giulio Venini insieme ad altri familiari. Il prevosto di Varenna, don Enrico Mauri, ha benedetto la struttura restaurata, mentre l’architetto Eugenio Guglielmi ha illustrato l’intervento realizzato sulla tomba del capitano e del figlio Giulio, finanziato dall’Amministrazione comunale.

Durante la commemorazione, Manzoni ha ricordato la vicenda di Corrado Venini, ufficiale alpino, autore dell’Inno degli alpini sciatori e impegnato nel soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto in Calabria. Il 18 maggio 1916, a Cima Maggio, rimase mortalmente ferito ma scelse di non abbandonare i suoi uomini, restando al loro fianco per sette ore. Anche il figlio Giulio, granatiere, ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare in una guerra successiva.

Il sindaco ha collegato il sacrificio di Venini al significato della cittadinanza e alla responsabilità verso la comunità, richiamando l’articolo 52 della Costituzione. La difesa della Patria, ha spiegato, non coincide necessariamente con l’uso delle armi o con l’appartenenza a una divisa, ma comprende anche la partecipazione alla vita collettiva e l’impegno a favore degli altri.

Il tenente colonnello Pasotto ha richiamato i valori di patria, disciplina, onore, sacrificio, coraggio e lealtà che hanno caratterizzato la storia degli alpini. Il capogruppo Ivan Acquistapace ha ricordato le due Medaglie d’Oro assegnate a Corrado e Giulio Venini, appartenenti alla stessa famiglia e caduti in conflitti differenti. Le celebrazioni si sono concluse con un pranzo comunitario preparato dalle Associazioni Cuochi di Lecco e Bergamo e dedicato alla memoria di Ferruccio Castelli, alpino e presidente emerito dell’Associazione Cuochi di Lecco, scomparso nel 2025.