Pressione estetica

Pressione estetica tra gli adolescenti lombardi: un’indagine allarmante

Un'indagine su 415 adolescenti rivela un legame tra bellezza e disturbi alimentari.

Un’indagine condotta su 415 adolescenti di cinque province lombarde, tra cui Lecco, ha messo in luce la crescente pressione estetica che colpisce i giovani. Il termine “magro” è emerso come la definizione più comune di “corpo bello”, con 94 occorrenze, mentre solo il 20% degli intervistati associa la bellezza alla salute. Questo è il risultato della ricerca “Alla ricerca della perfezione: il benessere psicologico degli adolescenti lombardi raccontato da ragazze e ragazzi”, realizzata dalla Fondazione The Bridge nell’ambito del progetto Food For Fine di Terre des Hommes Italia.

Il campione della ricerca include 69 insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado, evidenziando un divario di genere significativo. L’indice di soddisfazione corporea tra le studentesse è di 2,47 su cinque, al di sotto della soglia di problematicità fissata a tre, mentre tra i ragazzi si attesta a 2,99. Anche il benessere psicologico risulta più fragile tra le ragazze, con un punteggio di 2,87 rispetto al 3,29 dei coetanei maschi.

Il ruolo dei social e del cibo

Il rapporto con il cibo per la maggior parte degli studenti è sereno, con il 59,5% che lo associa a parole come “pizza” e “felicità”. Tuttavia, il 20,5% lo collega a disagio e ansia, mentre il 13,7% lo associa al controllo del peso. L’esposizione ai contenuti online gioca un ruolo cruciale: il 43% degli intervistati vede frequentemente post e video su diete e integratori, e chi li visualizza “molto spesso” riporta punteggi più bassi in tutte le dimensioni misurate.

Inoltre, circa un adolescente su due conosce coetanei che utilizzano integratori o sostanze per modificare il proprio aspetto fisico, e il 18% ammette di farne uso. Nonostante il 77% degli studenti pratichi attività fisica, le motivazioni principali includono il desiderio di migliorare la forma fisica, indicato dal 60% dei ragazzi.

La scuola come osservatorio

La seconda parte dell’indagine ha coinvolto 69 docenti, i quali hanno osservato un aumento delle difficoltà di concentrazione e degli episodi depressivi. Quasi sette insegnanti su dieci hanno riscontrato casi di disturbi alimentari nelle loro classi. Tuttavia, il 50,7% degli insegnanti non ha ricevuto alcuna formazione sul tema. La coordinatrice del Centro Studi di Fondazione The Bridge, Luisa Brogonzoli, sottolinea l’importanza della formazione per affrontare questi problemi.

Il disagio tra gli adolescenti è più diffuso di quanto gli adulti percepiscano, e non si tratta di capricci, ma di segnali sistemici che coinvolgono scuola, famiglie e servizi. La ricerca evidenzia come il corpo sia diventato un luogo di disagio, misurato e controllato nel tentativo di avvicinarsi a modelli di perfezione irraggiungibili. Per chi affronta difficoltà legate al rapporto con il cibo o il corpo, è possibile contattare il medico di base o il numero verde nazionale “SOS Disturbi Alimentari” (800 180 969), gratuito e anonimo.