Riflessione settimanale

Meditazione di Don Giovanni nell’Undicesima Domenica dopo Pentecoste

Don Giovanni Milani invita a una testimonianza di vita in mitezza e prudenza.

Meditazione di Don Giovanni nell’Undicesima Domenica dopo Pentecoste

In questa undicesima domenica dopo Pentecoste, Don Giovanni Milani riflette sul vangelo di Matteo, particolarmente sul secondo discorso che riguarda l’invio missionario degli apostoli. Questo passaggio evidenzia l’importanza del mandato di Gesù, che afferma: “Io vi mando” ( ἐγὼ ἀποστέλλω ὑμᾶς ). In questo contesto, il potere dato ai discepoli di guarire malattie e scacciare spiriti immondi viene delineato come un compito che non comporta garantire accoglienza e onore.

È fondamentale per gli apostoli comprendere che, come “pecore in mezzo a lupi”, dovranno affrontare persecuzioni e difficoltà, sia da parte dei Giudei che dai pagani. Questa condizione li invita a mantenere un atteggiamento di prudenza, per esercitare il loro ministero con mitezza, seguendo l’esempio di Gesù, che ha sempre seminato bene nonostante le avversità.

Don Giovanni sottolinea come il discepolo debba «dare testimonianza» a tutti senza timore. Questo invito è per tutti coloro che vogliono seguire il Signore e fare propria la missione di annunciare che il regno dei cieli è vicino. Le parole di Gesù, “non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi”, indicano come la testimonianza debba essere vissuta, prima ancora di essere espressa a parole.

Imparare da Gesù

Questa meditazione di Don Giovanni ci invita a riflettere sull’approccio che dobbiamo avere nella nostra vita quotidiana. L’esemplarità di Gesù deve essere il nostro modello, ispirandoci ad una testimonianza che si esprime nella vita attraverso la prudente mitezza del Vangelo. L’atteggiamento di prudenza e mitezza è essenziale, soprattutto in un contesto di sfide e di opposizione.

La chiamata a essere apostoli non è solo per i dodici discepoli del tempo di Gesù, ma è estesa a tutti coloro che desiderano compromettersi in una vita di fede, lottando contro le avversità e scegliendo di essere strumenti di bene nel mondo. Questa è la vera essenza della missione cristiana che, come sottolinea Don Giovanni, deve tradursi in una vita coerente e matura nella fede.