Parola domenicale

Il comandamento dell’amore al centro della riflessione evangelica

La risposta di Cristo unisce devozione verso Dio e cura dell’altro, indicando il fondamento della fede.

Il comandamento dell’amore al centro della riflessione evangelica

Nel brano evangelico proposto alla riflessione, Gesù viene interrogato dai farisei sul grande comandamento. La domanda riguarda il centro della vita di fede, ciò a cui non si può rinunciare, ma viene posta con un’intenzione polemica, dopo le precedenti discussioni sul tributo a Cesare e sulla risurrezione dei morti.

La risposta del Signore è semplice e diretta. Gesù richiama lo Shemà, la preghiera fondamentale dell’ebraismo, tratta dal Deuteronomio: amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente. Si tratta di parole che il dottore della legge conosce bene e che pronuncia abitualmente, ma che nel Vangelo assumono il valore di una indicazione decisiva per l’esistenza del credente.

Due comandamenti inseparabili

Gesù aggiunge però un secondo comandamento, definendolo simile al primo: amare il prossimo come se stessi. L’ordine non è casuale: l’amore per Dio viene indicato come il primo, mentre quello per il prossimo è il secondo. Tra i due non c’è tuttavia distanza, perché ciascuno rimanda all’altro e ne rende visibile l’autenticità.

Il rapporto tra i due precetti introduce una gerarchia, ma anche una corrispondenza. L’amore verso il prossimo non può essere ridotto a un semplice atto morale o a una manifestazione della buona volontà personale. La relazione con Dio lo sottrae al rischio di trasformare l’altro in un oggetto dei propri sentimenti o dei propri bisogni e lo colloca dentro una prospettiva più ampia, fondata sul comandamento dell’amore.

Anche la forma delle parole utilizzate da Gesù è significativa. Il verbo amare è espresso al futuro, come una promessa oltre che come un ordine. Il comandamento, infatti, non comunica soltanto un dovere, ma apre una possibilità: indica ciò che si deve fare e, nello stesso tempo, ciò che si può diventare. L’amore ricevuto da Dio rende possibile un amore capace di raggiungere gli altri.

Il senso del comandamento

Riflettere sul termine comandamento significa quindi andare oltre l’idea di una semplice imposizione. Il precetto contiene un invito alla fiducia e offre una direzione alla vita. Nel rapporto tra amore per Dio e amore per il prossimo si riconosce il cuore dell’insegnamento di Gesù, maestro e modello per ogni credente.

Il testo evangelico conduce così alla radice dell’esperienza cristiana: l’amore non è soltanto un sentimento spontaneo, ma il centro della vita e della missione affidata dal Signore. Il primo e il secondo comandamento restano distinti, ma inseparabili, perché la fede trova la sua verifica concreta nel modo in cui ciascuno guarda, accoglie e ama il proprio prossimo.