Il Partito Democratico ha espresso forti critiche riguardo alla gestione dei lavori all’Istituto Bertacchi da parte della Provincia di Lecco, definendo la situazione imbarazzante. Attualmente, circa trecento studenti si trovano in una situazione di incertezza, con un sopralluogo all’ex Politecnico effettuato solo il 10 luglio. I rappresentanti del PD hanno attaccato la presidente Hofmann, chiedendo risposte immediate su spazi, verifiche e tempistiche.
I lavori al Bertacchi erano stati programmati da almeno un anno e mezzo, e la Provincia, amministrata dalla destra, avrebbe dovuto predisporre un’organizzazione adeguata e un piano alternativo per garantire la continuità delle lezioni. Il sindaco Gattinoni, in una lettera dell’ottobre 2025, aveva già indicato che l’ultimazione del cantiere era fissata al 30 novembre 2026, data di scadenza del bando di Regione Lombardia ‘Spazio alla Scuola’.
Nonostante ciò, la Provincia non ha predisposto un piano B per affrontare il ritardo della scuola De Amicis, consapevole che i moduli collegati non sarebbero stati disponibili per l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027. Solo recentemente si è appreso che il sopralluogo per valutare l’ex Politecnico come possibile sede temporanea è avvenuto a metà luglio, sollevando interrogativi sulla tempestività delle azioni intraprese.
Necessità di verifiche e agibilità
Gli spazi dell’ex Politecnico non possono essere utilizzati immediatamente, poiché è necessario verificarne l’agibilità, la sicurezza degli impianti, l’accessibilità e i requisiti igienico-sanitari. Inoltre, è fondamentale individuare e realizzare eventuali lavori di adeguamento. Questo processo tecnico e amministrativo avrebbe dovuto essere avviato con largo anticipo, non a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico.
Il silenzio della presidente della Provincia è particolarmente preoccupante. Famiglie, studenti, docenti e personale hanno il diritto di sapere dove si svolgeranno le lezioni a settembre e in quali condizioni. La mancanza di programmazione e la gestione attuale ricadono interamente sulle spalle di chi amministra la Provincia. È urgente che vengano fornite risposte chiare e una soluzione concreta per garantire il diritto all’istruzione.