Un traliccio per la telefonia mobile potrebbe sorgere in una zona verde che da Oggiono conduce verso Imberido, nel terreno compreso tra via per Ello e via Piave. Nonostante il parere negativo espresso dal Comune, la Soprintendenza ha dato il suo nulla osta paesaggistico, il che conferisce a quest’ultimo un peso legale più rilevante. Questo rappresenta il quadro delineato dall’Amministrazione guidata dal sindaco Chiara Narciso, il quale ha comunicato l’opposizione attraverso un avviso pubblico e sui social media, accendendo il dibattito tra i cittadini.
La richiesta di autorizzazione è stata presentata dalla società Inwit spa, che intende installare un impianto radioelettrico su un terreno di proprietà privata. La nota ufficiale sottolinea che l’Amministrazione non ha potere decisionale sulla localizzazione dell’impianto, rivendicando una posizione coerente nel tempo di non concedere aree comunali per antenne e di aver rifiutato diverse proposte dei gestori.
Parere vincolante e sondaggi archeologici
In sede di Conferenza di servizi, il Comune aveva sollevato obiezioni riguardo all’impatto visivo dell’impianto, evidenziando la vicinanza al centro abitato. Tuttavia, il no dell’Amministrazione non ha valore vincolante in questo contesto, poiché le infrastrutture per le telecomunicazioni sono qualificate come opere di pubblica utilità con normative favorevoli per i gestori. Nonostante ciò, è stato imposto dalla Soprintendenza l’esecuzione di sondaggi archeologici, considerando l’area a rischio archeologico. Queste analisi dovranno essere effettuate nei prossimi mesi, e l’Amministrazione si impegnerà a monitorare il rispetto delle normative ambientali.
Controversia sull’altezza del traliccio
Uno dei punti di maggiore contestazione riguarda l’altezza del traliccio. I dati in circolazione non sono concordi: secondo un volantino del Gruppo Imberidese Ambiente Storia Territorio, l’altezza sarebbe di 35 metri, con la possibilità di superare il campanile della chiesa locale. Al contrario, un post sul gruppo Facebook locale stima che l’altezza potrebbe arrivare tra i 40 e 45 metri, paragonabile a un edificio di dieci piani. Attualmente, nessuno di questi dati è confermato da fonti ufficiali.
Il volantino di protesta elenca sette ragioni contro l’installazione, tra cui il rischio per il benessere delle famiglie adiacenti e l’eventuale deprezzamento dei valori immobiliari. Si evidenzia anche la presenza di una zona archeologica tutelata nelle vicinanze. Inoltre, si segnala come la scelta della localizzazione sembri un ripiego, essendo situata in una valle chiusa su due lati, un’area non tipica per antenne di tale impatto.
Il panorama della telefonia mobile nella zona non è nuovo a polemiche: a marzo, il TAR della Lombardia ha annullato l’autorizzazione per un’antenna a Genico di Lierna, a causa della mancanza di informazioni ai cittadini, mentre il Comune di Ello ha già espresso contrarietà per un impianto in un’altra area. I dati di Arpa Lombardia indicano che nel 2025 sono stati gestiti 134 procedimenti per impianti di telefonia mobile, con sei pareri negativi. Ora, i sondaggi archeologici determineranno il futuro di questo progetto e l’avvio del cantiere.