Presidio urbano

Una mozione per portare Strade Sicure anche a Lecco

Il gruppo leghista sollecita Palazzo Lombardia: interventi su stazione, interscambi e aree sensibili.

Una mozione per portare Strade Sicure anche a Lecco

Lecco potrebbe entrare tra i capoluoghi lombardi dotati di una presenza stabile dell’operazione Strade Sicure. La richiesta è contenuta in una mozione presentata dalla Lega al Consiglio regionale, con l’obiettivo di sollecitare il Governo a destinare risorse, mezzi e personale anche ai territori oggi esclusi dal dispositivo.

La mozione, depositata giovedì 1° ottobre e attesa in Aula martedì 6 ottobre, riguarda i sei capoluoghi lombardi che non dispongono di una piazza operativa permanente: oltre a Lecco, ci sono Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Sondrio. Il documento porta la prima firma di Alessandra Cappellari ed è sottoscritto da nove consiglieri del gruppo leghista.

Le richieste della mozione

Il testo impegna il presidente e la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo e i ministeri competenti per l’apertura di presidi nelle aree sensibili dei capoluoghi e dei territori provinciali non coperti. Viene inoltre chiesto di potenziare contingenti e pattugliamenti nelle zone dove l’operazione è già attiva, a partire dalle piazze di Milano, Monza, Bergamo, Brescia, Como e Varese.

Per il triennio 2025-2027 la normativa nazionale ha autorizzato l’impiego di 6.000 militari, ai quali si aggiungono 800 unità destinate alle principali infrastrutture ferroviarie. Il dispositivo conta quindi circa 6.800 militari, presenti in 58 province e impegnati nel presidio di oltre mille siti e aree sensibili. In Lombardia opera il Raggruppamento Lombardia-Trentino Alto Adige, con un contingente vicino alle mille unità distribuito tra i sei capoluoghi già coperti e Bolzano.

I firmatari collegano la richiesta al peso demografico ed economico della regione, che supera i 10 milioni di residenti e rappresenta oltre il 23 per cento del Pil nazionale e più di un quarto dell’export. Nel documento viene richiamata anche la mobilità quotidiana di lavoratori, pendolari e studenti. La presenza dei militari, viene precisato, avrebbe una funzione aggiuntiva e non sostitutiva rispetto all’attività di Polizia, Carabinieri e Polizie locali.

Il nodo della stazione

Tra i punti indicati come prioritari c’è la stazione ferroviaria di Lecco, insieme ai principali interscambi e alle aree più frequentate. Secondo Mauro Piazza, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia e consigliere regionale della Lega, il territorio lecchese è attraversato ogni giorno da migliaia di pendolari, studenti e lavoratori e avrebbe bisogno di strumenti ulteriori per rafforzare controllo e prevenzione.

La richiesta si inserisce in un percorso già avviato a livello locale. L’area compresa tra lo scalo ferroviario e il centro storico rientra nella zona a vigilanza rafforzata istituita dalla Prefettura a marzo. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 17 settembre ne ha prorogato la validità fino al 7 gennaio 2027 e ha valutato anche l’eventuale assegnazione di contingenti di Strade Sicure, con particolare attenzione allo scalo ferroviario.

In quella sede il sindaco Filippo Boscagli aveva ricordato che l’inclusione di Lecco nell’operazione era stata richiesta già nel luglio 2025. Sul piano nazionale, intanto, la Lega ha presentato alla Camera una risoluzione per portare a 10mila il numero dei militari impiegati.

L’eventuale approvazione della mozione regionale non comporterebbe però l’assegnazione automatica di unità a Lecco. Il documento impegnerebbe la Giunta lombarda a intervenire presso Roma, mentre la decisione finale sull’impiego dei militari spetterebbe al Governo. Al momento, il capoluogo lecchese resta privo di una piazza operativa stabile di Strade Sicure.