Emergenza idrica

Siccità in Lombardia: i bacini idroelettrici al minimo storico

In Lombardia le riserve d'acqua nei bacini idroelettrici toccano i valori più bassi in 20 anni, con gravi implicazioni per agricoltura e energia.

Siccità in Lombardia: i bacini idroelettrici al minimo storico

LECCO – La situazione idrica in Lombardia è critica. I bacini idroelettrici hanno raggiunto valori minimi storici, alimentando preoccupazioni sulla disponibilità della risorsa idrica e sulla sicurezza energetica della regione. Questo quadro è ulteriormente aggravato dalla persistenza della siccità che caratterizza l’estate 2026, creando tensioni tra agricoltura e produzione di energia.

Escludendo il lago di Garda, circa il 70% dell’acqua disponibile è conservata nei bacini idroelettrici. Tuttavia, anche gli invasi montani mostrano scorte a livelli mai registrati negli ultimi vent’anni, evidenziando la gravità della situazione. L’agricoltura sta incrementando le proprie produzioni, mentre lo sviluppo industriale richiede un alto consumo energetico, potendo aggravare ulteriormente la pressione sulle risorse idriche.

Il monito della crisi climatica

“La siccità dell’estate 2026 è un chiaro segnale della crisi climatica,” avverte Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. Secondo Di Simine, è imprescindibile smettere di ignorare l’urgenza di una transizione energetica e agroecologica. Per ridurre i consumi idrici, è necessario diminuire la domanda di energia, potenziare la produzione da fonti rinnovabili e modificare pratiche agricole e di allevamento per adattarsi ai nuovi scenari climatici.

In queste settimane di caldo estremo, l’unico aspetto positivo per il bilancio idrico arriva dalle quote più elevate, dove le alte temperature favoriscono la fusione dei ghiacciai. Tuttavia, tale riserva è destinata ad esaurirsi progressivamente, aumentando l’urgenza di nuove strategie e interventi.

Conflitto tra settori e approvvigionamenti

Il rischio di conflitto tra le esigenze agricole e quelle del settore energetico è tangibile: i gestori degli impianti idroelettrici evidenziano le perdite economiche derivanti dal rilascio d’acqua nei periodi di bassa domanda di elettricità, specialmente in estate. Le riserve trattenute dalle dighe nei bacini montani della Lombardia sono già ai livelli minimi storici.

La decisione di rilasciare acqua per sostenere l’agricoltura potrebbe, infatti, compromettere l’accumulo necessario per l’inverno, riducendo ulteriormente le probabilità di nuovi afflussi idrici. In questo contesto, il sistema energetico lombardo rischia di dipendere sempre di più dalle importazioni di elettricità e gas, con possibili conseguenze economiche e geopolitiche sulla necessità di approvvigionamenti esteri.