Numeri ambientali

Rifiuti, Lecco seconda in Lombardia per i reati accertati

Le tabelle provinciali mostrano 289 casi e 273 persone segnalate nel 2025, con un forte incremento rispetto all’anno precedente.

Rifiuti, Lecco seconda in Lombardia per i reati accertati

La provincia di Lecco è seconda in Lombardia per il numero complessivo di reati ambientali, ma conquista il primo posto regionale per quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti. È quanto emerge dalle tabelle provinciali del rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, presentato a Roma. Nel 2025 le forze dell’ordine hanno accertato 289 reati nella filiera dei rifiuti e denunciato 273 persone.

Nessun altro territorio lombardo ha registrato un dato analogo. Brescia, seconda per i reati sui rifiuti, si è fermata a 199 casi. I 289 episodi accertati nel Lecchese rappresentano il 29% dei 994 reati rilevati complessivamente in Lombardia e superano il totale registrato in intere regioni italiane, come Basilicata e Friuli Venezia Giulia.

Un incremento concentrato nella filiera dei rifiuti

Il dato lecchese segna una crescita marcata rispetto agli anni precedenti. Nel 2024 erano stati accertati 99 reati legati ai rifiuti, con 70 denunce, un arresto e nove sequestri. Nel 2023 i reati erano stati 133, accompagnati da 62 denunce e 16 sequestri. Nel 2025, invece, i sequestri sono stati sei e non risultano arresti.

Considerando l’insieme dell’illegalità ambientale, Lecco ha totalizzato 333 reati, 304 persone denunciate, nessun arresto e 17 sequestri. In Lombardia ha fatto meglio soltanto Brescia, con 444 reati. Seguono Como con 125 casi, Varese con 122, Bergamo con 102 e Milano con 97. A livello nazionale, la provincia lecchese si colloca al 32° posto, tra Messina e Savona.

Il peso della filiera dei rifiuti sul quadro provinciale è predominante: quasi nove reati ambientali su dieci rientrano in questo ambito. Le altre categorie presentano valori più contenuti, con 16 reati nel ciclo del cemento e 18 episodi contro gli animali. Per il cemento sono state denunciate 18 persone, mentre per i reati contro gli animali le denunce sono state dieci e i sequestri sette.

Il quadro regionale e i limiti delle tabelle

Il rapporto raccoglie notizie di reato, denunce e sequestri comunicati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto. Le tabelle provinciali, tuttavia, non specificano quali condotte siano comprese nei 289 casi lecchesi. Anche il confronto sui sequestri deve essere letto con cautela: a fronte dei sei sequestri registrati a Lecco, Brescia ne conta 33 a fronte di 199 reati. Inoltre, i dati del Comando carabinieri per la tutela ambientale non sono compresi nei totali provinciali, ma vengono conteggiati soltanto a livello regionale.

In Lombardia le notizie complessive di reato ambientale sono scese da 2.324 a 1.822, mentre quelle relative al ciclo dei rifiuti sono aumentate da 657 a 994, con una crescita del 33,9%. La regione è così salita al secondo posto nazionale per questo tipo di reati, alle spalle della Campania. Secondo Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, l’aumento può essere collegato a controlli più efficaci ed estesi, ma conferma anche il ruolo della regione nei traffici di rifiuti.

Il rapporto richiama inoltre un’inchiesta aperta sullo smaltimento di 144mila tonnellate di rifiuti liquidi nei terreni agricoli di Chiari, nel Bresciano. A livello nazionale, nel 2025 sono stati accertati 35.735 reati ambientali, il 12% in meno rispetto al 2024. Quelli relativi ai rifiuti sono stati 10.914, mentre il giro d’affari illegale stimato ha raggiunto 11,5 miliardi di euro.

Accanto ai reati censiti dal rapporto esiste poi il fenomeno degli abbandoni e dei conferimenti errati, generalmente sanzionati in via amministrativa. Nel 2025 la polizia locale associata di Valmadrera, Malgrate, Civate e Oliveto Lario ha contestato 149 violazioni tra rifiuti e regolamento di polizia urbana. A Lecco il problema era emerso anche per i rifiuti lasciati davanti al vecchio centro di raccolta di via Buozzi.