Qualità dell’aria

Ozono record a Lecco: 98 giorni oltre i limiti

Il bilancio estivo di Legambiente segnala criticità diffuse nel bacino padano e chiede misure strutturali.

Ozono record a Lecco: 98 giorni oltre i limiti

Novantotto giorni di superamento dei valori di riferimento dell’ozono tra il 1° maggio e il 30 settembre 2026. È il dato registrato dalla centralina di via Sora a Lecco, che colloca il capoluogo al quinto posto tra le città della Pianura Padana più interessate dall’inquinamento estivo da ozono, a pari merito con Milano e Vicenza.

Il bilancio è stato diffuso da Legambiente e riguarda le quattro regioni del bacino padano: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Secondo l’elaborazione dei dati delle agenzie ambientali, tutte le 35 città considerate hanno superato la soglia di riferimento di 25 giornate annue. A Lecco i superamenti sono stati quasi quattro volte superiori a quel limite.

La graduatoria del bacino padano

In cima alla classifica figura Bergamo, con 116 giorni di superamento, seguita da Monza con 111, Piacenza con 104 e Brescia con 100. Lecco, Milano e Vicenza si fermano a quota 98. Seguono Reggio Emilia con 97 giornate, Cremona e Varese con 95. Tra gli altri capoluoghi lombardi, Lodi ha registrato 93 superamenti, Como 70, Mantova 63 e Sondrio 42.

L’ozono non viene emesso direttamente, ma si forma attraverso reazioni chimiche favorite dalla radiazione solare e dalle alte temperature, a partire da sostanze come ossidi di azoto e composti organici volatili. Le concentrazioni aumentano soprattutto nelle giornate più calde e soleggiate e possono avere conseguenze sulla salute, in particolare per bambini, anziani e persone con patologie respiratorie.

Per l’associazione ambientalista, i dati confermano i ritardi della Lombardia nelle politiche per il miglioramento della qualità dell’aria. La conformazione della Pianura Padana favorisce il ristagno degli inquinanti, ma secondo Legambiente questo elemento non può essere utilizzato per giustificare deroghe alle normative europee.

Le richieste sulle emissioni

La presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, chiede politiche coordinate e strutturali, con risultati verificabili. Tra le priorità indica l’elettrificazione dei trasporti e della climatizzazione, oltre a interventi per rendere più sostenibile il comparto zootecnico. L’associazione critica anche le proroghe al blocco dei diesel Euro 5 e sollecita incentivi mirati per sostituire i mezzi più inquinanti.

Nel mirino c’è il Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti, che secondo Legambiente continuerebbe a privilegiare nuove strade e autostrade rispetto al trasporto pubblico e collettivo. L’associazione giudica inoltre poco ambizioso il Programma Regionale della Mobilità Ciclistica, ritenendo che la bicicletta sia ancora considerata soprattutto come mezzo ricreativo e non come alternativa quotidiana all’automobile. La critica riguarda anche la sicurezza di ciclisti e pedoni e alcune grandi infrastrutture, tra cui BreBeMi e Pedemontana.

Un ulteriore tema riguarda gli allevamenti intensivi. Secondo i dati richiamati dall’associazione, la Lombardia presenta una concentrazione di capi allevati doppia rispetto alle altre regioni del bacino padano e sei volte superiore a quella del resto d’Italia. Il settore contribuisce alle emissioni di ammoniaca, rilevanti soprattutto per il particolato in inverno, e di metano, che in estate partecipa ai processi di formazione dell’ozono ed è un gas climalterante.

Legambiente chiede quindi interventi sulla concentrazione degli allevamenti e sulla sostenibilità delle produzioni, indicando nella programmazione agricola 2028-2034 un’occasione per introdurre misure strutturali. Nel complesso, tra maggio e settembre 2026, le città analizzate hanno totalizzato 2.834 giornate di superamento, contro le 1.727 del 2023, le 1.465 del 2024 e le 1.529 del 2025. Per l’associazione, il dato dimostra che il problema riguarda l’intero bacino padano e richiede azioni coordinate oltre i confini dei singoli comuni.