Lombardia e Canton Ticino hanno definito un piano per rafforzare i collegamenti ferroviari e il trasporto pubblico tra i due territori. L’intesa sulla mobilità transfrontaliera è stata ratificata il 29 settembre dal Consiglio regionale lombardo e prevede, in una prospettiva di medio e lungo periodo, l’estensione dei servizi ferroviari svizzeri verso il Lecchese.
Lo scenario iniziale prevede un treno da Bellinzona e Lugano fino a Molteno, con coincidenza sulla linea S7 per raggiungere Lecco. In una fase successiva, la linea S90 potrebbe proseguire direttamente fino al capoluogo lecchese, mentre la S7 da Milano Porta Garibaldi sarebbe limitata a Oggiono. L’obiettivo è rendere più integrati i collegamenti tra Ticino, Comasco, Brianza e provincia di Lecco.
Le ipotesi per il servizio ferroviario
L’accordo, firmato il 16 giugno a Palazzo Lombardia, sostituisce quello del 2020 e ha una durata di cinque anni, con rinnovo automatico per un ulteriore quinquennio. La relazione tecnica allegata al progetto di legge indica gli sviluppi previsti per treni e autobus, collegandoli anche al completamento dell’elettrificazione della linea Como-Lecco, attualmente programmata fino a Merone entro dicembre 2028 e, in seguito, fino a Lecco.
Nello scenario di medio termine, la linea S10 arriverebbe da Biasca e Bellinzona fino a Merone ed Erba, con una frequenza oraria tra Chiasso ed Erba. La nuova S90 partirebbe invece da Bellinzona e, passando da Lugano, Mendrisio e Como Camerlata, raggiungerebbe Merone e Molteno. Da qui sarebbe possibile proseguire verso Lecco con la S7. A Mendrisio è inoltre previsto il collegamento con il servizio veloce RE50 diretto a Varese e Malpensa.
Nel progetto di lungo periodo la S90 raggiungerebbe direttamente Lecco. La S7 verrebbe limitata a Oggiono, garantendo comunque la prosecuzione per chi arriva da Milano attraverso un adeguamento degli orari. È inoltre ipotizzata una nuova linea R19 tra Milano Cadorna, Seveso, Merone e Lecco, sfalsata di trenta minuti rispetto alla S90. Per questi servizi la relazione cita l’impiego di treni Flirt interoperabili.
Il limite delle risorse per l’elettrificazione
L’intesa non assegna nuove risorse alle opere infrastrutturali. La legge di ratifica e l’accordo contengono infatti una clausola di neutralità finanziaria: le attività dovranno essere sostenute dai bilanci regionali, senza maggiori oneri per la finanza pubblica, mentre gli interventi sulla rete restano di competenza dei gestori.
Il primo lotto dell’elettrificazione, tra Albate Camerlata e Molteno, dispone di una copertura finanziaria. A gennaio Rfi ha aggiudicato i lavori per 58 milioni di euro, con l’entrata in servizio dei treni elettrici indicata allora per il 2029. Per il secondo tratto, lungo 14,71 chilometri tra Molteno e Lecco, a giugno i fondi non risultavano ancora disponibili. Da questo intervento dipende la possibilità di portare la S90 fino alla stazione lecchese.
Il piano comprende anche il trasporto su gomma, sulla base dell’accordo tra Italia e Svizzera firmato a Roma il 17 ottobre 2024, che consente di integrare le reti locali sui due lati del confine. Le linee indicate riguardano soprattutto le province di Como e Varese, con il coinvolgimento dell’Agenzia del trasporto pubblico di Como, Lecco e Varese.
Per la navigazione sui laghi l’intesa indica invece un obiettivo generale di maggiore integrazione, in particolare tra Menaggio, Bellagio e la sponda lecchese del Lario, anche in connessione con il percorso in autobus Lugano-Porlezza-Menaggio. Un ordine del giorno approvato insieme alla ratifica, presentato dal consigliere lecchese di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini, chiede di valutare l’estensione del cabotaggio al trasporto pubblico sull’acqua, a partire da Verbano e Ceresio, e di rivedere la convenzione italo-svizzera sulla navigazione del 1992.