In provincia di Lecco la somma media richiesta attraverso la cessione del quinto raggiunge i 30.732 euro, il valore più alto tra i territori lombardi. Il dato riguarda le domande di finanziamento, non gli importi effettivamente concessi dagli istituti, e proviene dall’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, aggiornato al 27 agosto 2026 e riferito al terzo trimestre dell’anno.
La cessione del quinto prevede il rimborso del finanziamento attraverso una trattenuta diretta sulla busta paga o sulla pensione. Dopo Lecco, nella graduatoria regionale si colloca Varese, con 24.028 euro medi, mentre Sondrio si ferma a 10.450 euro. La distanza tra il dato lecchese e quello valtellinese supera quindi i ventimila euro.
Durata e profilo dei richiedenti
Il primato della provincia lecchese riguarda anche la durata dei piani: la media è di dieci anni, il limite massimo previsto per questo tipo di prestito. A Sondrio, invece, il rimborso si conclude mediamente in cinque anni. Nel Lecchese l’età media dei richiedenti è di 53 anni e un mese, un dato superato soltanto da Cremona, dove raggiunge 55 anni e sette mesi. I richiedenti più giovani sono ancora una volta quelli di Sondrio, con un’età media di 38 anni.
Considerando l’intera Lombardia, il 49,8% delle domande arriva da dipendenti privati, il 31,2% da dipendenti pubblici e il 19% da pensionati. I dipendenti pubblici chiedono in media 22.460 euro, contro i 19.086 euro dei pensionati e i 18.023 euro dei dipendenti privati. Anche il valore più elevato tra queste categorie resta comunque inferiore alla media registrata in provincia di Lecco.
Prestiti personali e costo del denaro
Per i prestiti personali il quadro è meno distante dai valori regionali. Nel Lecchese l’importo medio richiesto è di 11.632 euro, contro una media lombarda di 10.691 euro. Il livello più alto è quello di Cremona, con 12.773 euro, mentre Lodi chiude la graduatoria con 9.308 euro. La durata media nella provincia di Lecco è di quattro anni e dieci mesi, tra le più brevi della regione, e l’età dei richiedenti è di 42 anni e 11 mesi.
In Lombardia la finalità più frequente dei prestiti personali è ottenere liquidità, che rappresenta il 38,5% delle richieste. Seguono l’acquisto di un’auto usata, con il 18,6%, il consolidamento dei debiti, con il 16,3%, e la ristrutturazione della casa, con il 10,2%. Nello stesso contesto si collocano le 360 istanze di crisi da sovraindebitamento presentate in regione nell’anno precedente, 11% delle quali riconducibili al Lecchese.
Il costo dei finanziamenti è tornato a salire. Il tasso medio dei prestiti personali erogati si attesta all’8,49%, nove punti base in più rispetto al trimestre precedente. Per la cessione del quinto destinata ai dipendenti privati il tasso passa dal 6,85% al 7,12%, mentre per i dipendenti pubblici resta al 5,73%. Per i pensionati, invece, scende dal 7,93% al 7,61%.
Secondo l’esempio riportato da Nicoletta Papucci, portavoce di MutuiOnline.it, un dipendente pubblico che chiedesse 10mila euro da restituire in dieci anni spenderebbe circa 14.900 euro con un prestito personale e 13.160 euro con la cessione del quinto. Nel primo trimestre dell’anno, infine, le banche hanno concesso alle famiglie lecchesi 74,7 milioni di euro per l’acquisto di un’abitazione, con un mutuo medio superiore a 138mila euro e durate oltre i vent’anni.