Tutela comunitaria

A Lecco una rete contro le truffe: al centro le vittime

Istituzioni, associazioni e forze dell’ordine richiamano prevenzione, ascolto e segnalazioni.

A Lecco una rete contro le truffe: al centro le vittime

Una partecipazione significativa, testimonianze dirette e il confronto tra istituzioni, associazioni e forze dell’ordine hanno caratterizzato l’incontro promosso da Confartigianato Imprese Lecco per accrescere la consapevolezza sui rischi dei raggiri. L’appuntamento ha posto l’attenzione non soltanto sulle perdite economiche, ma anche sulle conseguenze personali e psicologiche vissute da chi subisce una truffa.

Il fenomeno, è stato sottolineato durante l’iniziativa, non riguarda esclusivamente le persone anziane. La prevenzione passa dalla capacità di riconoscere i segnali di pericolo, verificare le richieste ricevute, condividere le informazioni e chiedere aiuto senza lasciarsi bloccare dalla vergogna o dal timore di non essere creduti. Alcuni partecipanti hanno raccontato esperienze vissute direttamente, contribuendo a rendere il confronto concreto e mostrando quanto gli effetti di un raggiro possano durare anche dopo la sua conclusione.

La perdita di fiducia dopo il raggiro

Davide Riva, presidente di Confartigianato Imprese Lecco, ha richiamato la dimensione umana del problema. Secondo Riva, il danno economico può passare in secondo piano rispetto alla messa in discussione delle proprie capacità e alla sensazione di essere soli e indifesi. Una truffa, ha osservato, può colpire anche imprenditori, manager e persone abituate a gestire situazioni complesse, generando in questi casi un senso di umiliazione particolarmente forte.

Sulle ripercussioni personali si è soffermato anche Giovanni Mazzoleni, responsabile di ANAP, l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato Imprese Lecco. Chi viene ingannato, ha spiegato, può perdere insieme al denaro anche la fiducia negli altri e la serenità nella vita quotidiana. Per questo è importante aiutare le persone a riconoscere i tentativi di raggiro, prendersi il tempo necessario per controllare le richieste e rivolgersi a qualcuno di fiducia. Il messaggio rivolto alle vittime è di non sentirsi colpevoli e di parlare dell’accaduto.

La collaborazione con le autorità

Matilde Petracca, segretaria di Confartigianato Lecco, ha evidenziato il ruolo dell’associazione come soggetto sociale all’interno della comunità. La conoscenza delle tecniche utilizzate dai truffatori e il confronto sulle esperienze possono rafforzare la capacità dei cittadini di riconoscere i pericoli e ridurre l’esposizione ai raggiri.

Il prefetto di Lecco, Paolo Giuseppe Alfredo Ponta, ha inserito l’iniziativa nel percorso di sensibilizzazione realizzato con il coinvolgimento del Ministero dell’Interno, del Comune, dell’Impresa Sociale Girasole e delle persone che hanno scelto di condividere la propria esperienza. Ponta ha sottolineato che fare rete è essenziale per contrastare la povertà relazionale e rendere le campagne informative più appropriate e capillari. L’assessore Emilio Minuzzo ha richiamato a sua volta la necessità di rafforzare la collaborazione tra amministrazioni e cittadini, valorizzando la sussidiarietà e il ruolo delle istituzioni come riferimento concreto.

Al confronto hanno partecipato anche i rappresentanti delle forze dell’ordine: per la Questura l’ispettrice Stefania Cusatis, per la Guardia di Finanza il luogotenente Fabio Tondo e per l’Arma dei Carabinieri il maresciallo Maria Esposito. La loro presenza ha ribadito l’importanza di segnalare situazioni sospette e chiedere indicazioni alle autorità. L’iniziativa ha così posto al centro prevenzione, sostegno alle persone raggirate e collaborazione, con l’obiettivo di rafforzare la fiducia e impedire che altre persone cadano nella stessa trappola.