Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera e segretario regionale lombardo del partito, ha interrogato il Governo sul caro energia e sulle misure necessarie a contenere l’impatto delle bollette su imprese e famiglie. La presa di posizione è stata rilanciata da Azione Lecco, che richiama i dati di una recente analisi del Centro studi di Confartigianato.
Secondo lo studio, le micro e piccole imprese italiane sostengono per l’elettricità un costo superiore del 17,9% rispetto alla media europea. Il maggiore esborso viene stimato complessivamente in 3,7 miliardi di euro. Tra i territori indicati come più penalizzati figura la Lombardia, per la quale il divario ammonterebbe a 700 milioni di euro.
L’impatto su famiglie e imprese
Il tema riguarda anche la spesa domestica. Tra marzo e agosto, riferisce il partito, l’aumento dei costi delle bollette ha determinato una crescita del 12,2% per le famiglie. Eleonora Lavelli, segretaria provinciale di Azione Lecco e componente del Direttivo nazionale, sostiene quindi la necessità di una politica energetica orientata a contenere i costi per imprese, famiglie ed enti locali.
Tra le proposte indicate da Azione c’è la reintroduzione del meccanismo del Prezzo Equo per l’energia prodotta da fonti rinnovabili, già previsto dal Governo Draghi con l’articolo 15-bis del decreto legge del 27 gennaio 2022. Il partito propone inoltre il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da fonti rinnovabili da quello del gas, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da quest’ultimo.
La risposta dell’esecutivo
Secondo Azione Lecco, queste proposte non avrebbero ricevuto finora seguito da parte del Governo. Nei giorni scorsi Benzoni ha chiesto all’esecutivo quali interventi intenda adottare per contenere i costi energetici. La risposta della viceministra, riferisce il parlamentare, non avrebbe fornito indicazioni concrete sulle difficoltà affrontate dalle piccole e medie imprese.
Benzoni denuncia il rischio che l’elevato costo dell’elettricità comprometta la capacità di investimento e la competitività delle aziende italiane rispetto ai concorrenti europei. La richiesta avanzata da Azione è quindi quella di interventi capaci di ridurre il divario con gli altri Paesi e di rendere più equo il mercato dell’energia.