Dibattito urbanistico

Ex Trafilerie, Calolziocorte valuta la riconversione commerciale

La commissione esamina la proposta della M.I.F. tra vincoli, traffico e richieste delle opposizioni.

Ex Trafilerie, Calolziocorte valuta la riconversione commerciale

Il futuro delle ex Trafilerie Brambilla di Calolziocorte torna al centro del confronto politico e amministrativo. La commissione territorio del Comune ha esaminato la manifestazione di interesse presentata nel settembre scorso dall’architetto Attilio Gobbi per conto di M.I.F. Srl, società proprietaria del comparto di corso Europa 82. L’ipotesi, ancora preliminare, prevede la demolizione degli edifici esistenti e la realizzazione di un nuovo insediamento commerciale.

La proposta riguarda una superficie lorda massima di circa 8mila metri quadrati, a fronte degli attuali 12.500 metri quadrati coperti. L’area si estende complessivamente su circa 22mila metri quadrati. La seduta non era chiamata ad approvare un progetto definitivo, ma a verificare la disponibilità dell’amministrazione ad avviare un approfondimento sulla possibile trasformazione urbanistica.

Vincoli e ipotesi di recupero

Il presidente della commissione, Fabio Mastroberardino, ha richiamato i vincoli che interessano il comparto, dalla vicinanza della ferrovia e del torrente Serta alla viabilità circostante. Le Trafilerie sono chiuse dal 2013 e il Piano di governo del territorio approvato nel 2022 aveva confermato la destinazione industriale, nella prospettiva di favorire un nuovo insediamento produttivo.

Il vicesindaco Aldo Valsecchi ha ricordato che, dal 2022, il Comune aveva chiesto agli operatori interessati di presentarsi soltanto dopo aver acquisito la proprietà dell’area. La manifestazione di interesse della M.I.F. viene quindi considerata più concreta rispetto alle numerose ipotesi informali emerse negli anni.

L’assessore Dario Gandolfi ha spiegato che almeno quattro imprenditori della zona avevano valutato una riconversione industriale, rinunciando in seguito per le difficoltà tecniche ed economiche. Anche una cordata di artigiani aveva esaminato la possibilità di insediarsi nel comparto, giudicando troppo elevato il rapporto tra investimenti necessari e sostenibilità dell’operazione.

Tra gli ostacoli ci sono le condizioni dei capannoni, risalenti ai primi del Novecento e non più adeguati alle esigenze produttive. Gli edifici dovrebbero essere demoliti e ricostruiti. Dopo la bonifica delle coperture in eternit, costata alla proprietà circa un milione di euro, resta inoltre da verificare l’eventuale contaminazione del terreno. I carotaggi dovranno chiarire la situazione, mentre una precedente stima indicava in almeno un milione di euro il possibile costo della bonifica.

Le richieste delle opposizioni

Il sindaco Marco Ghezzi ha precisato che l’amministrazione non ha ancora assunto una posizione definitiva. L’eventuale trasformazione, ha spiegato, dovrà essere valutata sulla base dei vantaggi per il territorio e per il Comune. Ascoltare la proposta, ha aggiunto, non significa averla già approvata. In caso di prosecuzione del percorso sarà necessario definire dimensioni, servizi, compensazioni pubbliche e condizioni urbanistiche.

Le minoranze hanno chiesto maggiori garanzie. Sonia Mazzoleni, capogruppo di Calolziocorte BeneComune, ha sollecitato chiarimenti sulla tipologia delle attività commerciali, sulle dimensioni delle strutture e sulle ricadute per il tessuto economico locale. Ha inoltre evidenziato le criticità della Lecco-Bergamo, già interessata da congestione e da altri interventi commerciali previsti nelle vicinanze, chiedendo una nuova commissione con la partecipazione della proprietà e dei tecnici.

Marco Bonaiti ha invitato a non escludere l’ipotesi, richiamando il precedente dell’Iperal e la necessità di valutare il commercio senza limitarsi alla contrapposizione tra centri commerciali e negozi di vicinato. Di segno opposto la posizione di Diego Colosimo, capogruppo di Cambia Calolzio, contrario a una decisione assunta dalla sola maggioranza a circa un anno e mezzo dalle prossime elezioni amministrative.

Colosimo ha proposto di rinviare la scelta alla futura consiliatura, lasciando che le forze politiche inseriscano il destino dell’area nei propri programmi, oppure di ricorrere a un referendum cittadino. Nel confronto è stata citata anche la possibilità di utilizzare l’area Duci, di fronte alla stazione, per accogliere eventuali attività produttive interessate dai futuri lavori sulla Lecco-Bergamo.

La commissione si è conclusa senza decisioni definitive. La maggioranza considera la manifestazione di interesse un’opportunità da approfondire dopo il fallimento dei tentativi di reindustrializzazione; le opposizioni chiedono invece garanzie sul progetto, sui flussi di traffico, sulle ricadute pubbliche e sul coinvolgimento della cittadinanza. Il prossimo passaggio potrebbe essere una nuova riunione con i rappresentanti della M.I.F. Srl.